May: intercettazioni esclusive, ecco cosa pensa della Brexit

26 Ottobre 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Dalla paura per gli effetti sulle imprese con l’uscita del Regno Unito dall’UE alla volontà di vedere il suo Paese assumere un ruolo guida in Europa. Alcune intercettazioni, trapelate negli uffici di Goldman Sachs, e pubblicate in esclusiva sul quotidiano The Guardian svelano l’opinione del premier Theresa May sulla Brexit quando era ancora ministro dell’Interno.

In un incontro segreto con un gruppo di banchieri d’investimento, precedente al referendum del 23 giugno, May si era in particolare detta preoccupata che aziende britanniche avrebbero lasciato il Paese in caso di vittoria della Brexit.

“Credo che le questioni economiche siano chiare. Ritengo che essere parte di un blocco commerciale da 500 milioni di euro sia importante per noi. Credo che, come vi dicevo poco fa, uno dei problemi è che in molti investono qui nel Regno Unito perché è il Regno Unito in Europa. Se non fossimo in Europa, credo che ci sarebbero imprese e società che si troverebbero a chiedersi se hanno bisogno di sviluppare una presenza nell’Europa continentale piuttosto che una presenza nel Regno Unito. Quindi penso ci siano chiari vantaggi per noi in termini economici”.

L’attuale premier britannico aveva incontrato i banchieri di Goldman Sachs il 26 maggio scorso, poco meno di un mese prima del referendum. E quella registrazione, scrive il giornale, rivela che, in contrasto con i suoi interventi sfumati di allora, May aveva molti timori su un’eventuale uscita del Regno Unito dalla Ue.

Le dichiarazioni, trapelate oggi, potrebberoessere scomode per il primo ministro May, già impegnata ad affrontare le critiche per aver mentito durante la campagna referendaria e per aver dato un supporto troppo debole al fronte Remain.

Durante l’incontro, durato un’ora circa, May aveva inoltre spiegato ai banchieri della City i vantaggi economici derivanti da un voto anti-Brexit, sottolineando che il Regno doveva assumere un ruolo guida in Europa ed augurandosi che gli elettori avrebbero guardato al futuro piuttosto che al passato.