Borse pagina 255
Chiusura col segno meno per la borsa di Tokyo, con gli investitori innervositi dalle tensioni negli Stati Uniti che coinvolgono anche il presidente Donald Trump sul “Russiagate”. Il Nikkei ha terminato gli scambi con un calo dello 0,49%, a 22.707 punti.
Parole di lode per agenda pro crescita di Trump da parte dell’investitore miliardario, che era suo consulente del presidente Usa fino ad agosto.
Petrolio favorito da intesa Opec. Rally di Natale in dubbio se non verrĂ approvato l’ambizioso piano di riforma fiscale Usa: tutto “si decide tra oggi e domani”
Seduta positiva per la Borsa di Tokyo, che ha chiuso la seduta in rialzo sulla scia dei record registrati da Wall Street. Nella piazza giapponese l’indice Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,41% (+94,07 punti) a 22.819,03 punti. L’indice piu’ ampio Topix ha guadagnato lo 0,25% a 1.796,53 punti (+4,45 punti)
Il; Dow Jones ha guadagnato mille punti in 30 sedute soltanto
Mercati si abituino all’idea che frenata Cina sarebbe deleteria per il resto del mondo. Hong Kong paga i ribassi ai minimi di un mese dei tecnologici ‘TATS’.
Seduta all’insegna dei realizzi per le Borse asiatiche, che hanno sentito il peso delle vendite sui titoli tecnologici sulla scia di Wall Street e delle tensioni in Corea del Nord, che hanno oscurano i dati migliori delle attese dell’indice pmi manifatturiero cinese. Sul finale di seduta Hong Kong cede l’1,42%, Shanghai lo 0,62% e Shenzhen lo 0,9%. Seul
Gli analisti avanzano piĂą di un’incognita sul rimbalzo dei mercati azionari.
La riforma fiscale Usa, che punta a ridurre la corporate tax al 20%, potrebbe aggiungere 12 dollari agli utili per azione delle società quotate sull’S&P 500.
Snobbati per ora l’ultimo test balistico della Corea del Nord e i timori sulla debolezza delle Borse in Cina. Dollaro aiutato da progressi legislativi del piano di taglio alle tasse Usa.