JP Morgan: se riforma fiscale Usa passa, Borse saliranno di un altro +5%
Secondo gli analisti di JP Morgan, nonostante gli ultimi progressi al Senato, il mercato azionario tuttora dà al 20-30% le possibilità che passi l’ambizioso progetto di riforma per un taglio delle tasse in Usa. È uno dei motivi per i quali se la riforma dovesse venire approvata definitivamente, la Borsa americana potrebbero salire di un altro 5%: è quanto affermato in un report dello strategist Marko Kolanovic.
La riforma fiscale voluta da Donald Trump – che punta tra le altre cose a ridurre la corporate tax al 20% dal 35% – potrebbe aggiungere 12 dollari di media agli utili per azione delle società quotate sull’S&P 500, stando ai calcoli della Banca. Ai valori attuali dell’indice P/E – il rapporto tra prezzi di Borsa e stime sui profitti aziendali – vorrebbe dire un rialzo di anche l’8%.
“La domanda importante da farsi è quanto di questo 8% sia già scontato dai mercati. Stimiamo che circa il 3% sia già nei prezzi di Borsa”, si legge in una nota di JP Morgan pubblicata il 22 novembre”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.