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Le misure di stimolo varate in giugno si sono rivelate troppo timide. La situazione non ha fatto che peggiorare da allora. Serve un QE.
Il vertice alla vigilia della riunione di politica monetaria dei governatori della Banca Centrale europea, a Francoforte. Nel blocco economico Ue la crescita si avvita su stessa.
Prima bisogna vedere l’effetto delle misure adottate, che “dovrebbero risolvere il problema dell’inflazione troppo bassa” secondo Constancio.
La conferma definitiva che l’Europa divide e non unisce: divergenza enorme tra interessi pagati sui bond da piccole e medie aziende tedesche e italiane.
Sono stati sottratti indirizzi e-mail e altri contatti. La nota della Banca centrale europea: “Non sono stati compromessi dati sensibili di mercato”.
Valuta unica in area $1,3455. Pesano pressioni geopolitiche. Punizioni avranno un impatto sugli asset denominati in euro. Bce festeggia.
Con l’esito degli stress test, le 128 principali società di credito dell’Eurozona riceveranno da Bce feedback sulla “qualità degli attivi”.
In 12 mesi, dice Danièle Noui che presiede Consiglio di vigilanza bancaria, posizione istituti migliorata di 100 miliardi. Ma non è sufficiente.
È l’effetto delle operazioni mirate di rifinanziamento a lungo termine. Che non servono a nulla per l’economia: credito a imprese e famiglie è fermo.
I singoli membri non hanno abbastanza potere. Bollettino Bce: ripresa prosegue. Misure faranno tornare inflazione al 2%.