BCE pagina 137
Sostituirà in maniera graduale l’attuale taglio da 20 euro e si caratterizza per innovazioni anti-falsificazione. In circolazione oltre 4 miliardi
Il cambio euro-dollaro ha mostrato segnali di ripresa e ora sembra intenzionato a salire. Tuttavia, gli analistid i Morgan Stanley vedono la moneta unica rompere al ribasso la soglia di 1,0490.La strenua opposizione della Germania a un potenziamento del Quantitative Easing non ha assolutamente scalfito i mercati. Gli investitori sanno che i membri più falchi
Questo l’auspicio del presidente del consiglio del meccanismo di vigilanza unico della Bce, a margine di un incontro con la stampa italiana
I maggiori problemi per le banche oggi sono i bassi livelli di redditività e la permanenza di esposizioni deteriorate in bilancio
Intanto Daniele Nouy, presidente del consiglio del meccanismo di vigilanza unico afferma, riguardo alle banche, che le esposizioni deteriorate “rappresentano ancora una seria sfida sul piano prudenziale in alcuni Paesi, inclusa l’Italia”.
E’ il risultato delle parole del governatore della Bce, Mario Draghi, che la scorsa settimana ha fatto capire che nella riunione di dicembre ci sarà nuova iniezione di liquidità per contrastare il pericolo deflazione.
Bundesbank ottimista, si oppone a nuove misure di allentamento. Calo petrolio favorirà economia e inflazione core all’1% continuerà a salire.
L’annuncio fatto oggi dal presidente della Bce, Mario Draghi, di nuovi ulteriori misure di politica accomodante per combattere il pericolo della deflazione non convince Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e consigliere della Bce.“Non dovremmo dimenticare che le misure di politica monetaria gia’ intraprese hanno bisogno di tempo per farsi sentire pienamente sull’economia” ha detto Weidmann,
I principali creditori degli Stati Uniti, in primis Cina e Giappone, chiedono i soldi indietro. Occhio allo spread con i tassi dei Bund.
Banche italiane in preda alle vendite in Borsa. Pesano le parole ultra accomodanti di Draghi. Unicredit lascia sul campo quasi due punti percentuali, con Barclays che cita una debolezza patrimoniale e bassi ritorni. Male fanno anche Mediobanca e Intesa Sanpaolo. L’indice settoriale cede l’1,3%.“Le parole ultra accomodanti di Draghi – dice Vincenzo Longo di IG