Bankitalia pagina 40
La crescita dell’economia italiana, la terza dell’area euro, “prosegue a ritmi moderati”. Lo si legge nel bollettino economico della Banca d’Italia, secondo cui “nei primi tre mesi dell’anno l’economia italiana avrebbe continuato a espandersi in una misura valutabile attorno allo 0,2% rispetto al trimestre precedente, pur con alcuni rischi al ribasso” per il Pil.L’espansione del
Bankitalia ha chiesto a Fininvest di procedere alla dismissione della quota eccedente il 9,99% della sua partecipazione in Banca Mediolanum entro 18 mesi.
Le aspettative delle imprese di costruzioni sulle proprie condizioni economiche sono frenate soprattutto dall’incertezza
Bankitalia: ricchezza famiglie si è spostata su circolante e depositi bancari e postali, cresciuti negli ultimi anni fino a poco più del 30%. Fuga dai Bond.
Resta sostanzialmente stabile il livello degli utili realizzati dalla Banca d’Italia, 2,7 miliardi di euro a fronte dei 2,8 dell’anno precedente. Mentre resta invariato il dividendo distribuito ai partecipanti, pari a 340 milioni di euro, cresce di 300 milioni la fetta destinata allo stato, che ha incassato 2,15 miliardi dell’utile, più 1,310 miliardi sotto forma
Dopo 9 mesi di rialzi consecutivi, l’indice Eurocoin segna a marzo 0,72 dopo 0,75 di febbraio.
Efficienza della pubblica amministrazione e ragionevolezza degli oneri burocratici. Sono due elementi cruciali che, secondo Luigi Federico Signorini, vice direttore generale della Banca d’Italia, condizionano le decisioni di investimento in Italia. Le dichiarazioni arrivano in occasione della presentazione del rapporto Eibis 2016 di Bei e Bankitalia sugli investimenti e finanza in Italia.Il vice presidente Bei Dario Scannapieco ha sottolineato
I prestiti bancari ai privati e famiglie nel mese di gennaio 2017 sono saliti dell’1,2% su base annua contro l’1,1% del mese precedente.
I mercati finanziari sottovalutano i rischi legati al cambiamento climatico, un fenomeno che può avere “conseguenze di vasta portata” sull’economia.
La crescita continuerà, ma la dura verità è che il livello del Pil nel 2019 sarà ancora inferiore di circa quattro punti percentuali rispetto al 2007.