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Il Pil degli Stati Uniti è cresciuto del 3,5% annuo nel terzo trimestre, in rallentamento rispetto al +4,2% del trimestre precedente, ma pressoché in linea con le attese degli economisti (il sondaggio MarketWatch aveva stabilito una previsione di crescita al 3,4%.La proiezione dei dati finora acquisiti sembra prefigurare una tasso di crescita per l’intero 2018
Secondo trimestre in calo per il rapporto debito pubblico/Pil nell’area dell’euro, che si è attestato all’86,3%, rispetto all’86,9% alla fine del primo trimestre.Lo rende noto Eurostat, precisando che nell’Ue a 28, il rapporto è sceso da 81,5% all’81 per cento. Rispetto al secondo trimestre del 2017, il rapporto tra debito pubblico e Pil ha segnato un calo
Dagli indici azionari alla disoccupazione, passando per la nota dolente del deficit: ecco i numeri economici dell’America del dopo-Trump
Era dal primo trimestre 2009 che il Pil non cresceva a ritmo così basso. Le Borse per ora rimbalzano ma si teme un peggioramento per colpa della guerra commerciale.
Rallenta oltre le stime la crescita del Pil cinese che, nel terzo trimestre 2018, ha segnato un aumento del 6,5% su base annua contro il 6,6% atteso dal mercato. Lo ha reso noto l’Ufficio Nazionale di Statistica di Pechino. E’ il dato più basso dal primo trimestre 2009. Su base congiunturale, la crescita è stata dell’1,6%, in calo
Secondo l’ultima edizione del World economic forum global competitiveness index, l’Italia rimane in 31esima posizione, mentre il Regno Unito arretra
L’economia italiana rallenta e per questo Confcommercio stima per ottobre 2018 una variazione congiunturale nulla del Pil mensile e di una crescita tendenziale dello 0,7%, in rallentamento rispetto allo 0,8 di settembre.Nel complesso del terzo trimestre 2018 – afferma l’associazione – si stima una crescita dello 0,1% del Pil in termini congiunturali, mentre il tasso
Incremento di 800 milioni per l’economia illegale nel 2016: pesa soprattutto l’aumento del traffico di stupefacenti; 3,7 milioni i lavoratori irregolari.
L’agenzia di rating S&P ha tagliato le stime sulla crescita del Pil in Eurozona al 2% nel 2018. Invariata invece la proiezione per l’anno successivo, all’1,7%. Quanto alle prossime mosse della Bce, S&P prevede che Mario Draghi e soci alzeranno il costo del denaro con gradualità a cominciare dal terzo trimestre dell’anno scorso. Sul Forex
Disconnessione tra i tassi e i mercati valutari, dove trader sostengono ancora ipotesi di un’economia forte in Usa e debole nel resto del mondo.