Brexit pagina 128
L’agenzia di rating Fitch ha spiegato che le banche si troveranno a dover superare un test duro nel periodo successivo alla Brexit. Viste le difficili condizioni macro, come per esempio il prevedibile rallentamento del Pil, le implicazioni più negative – secondo il report dell’agenzia Usa – saranno quelle per le operazioni nazionali delle banche britanniche.“I rating
I volumi di fusioni e acquisizioni (M&A) nel Regno Unito rischia di subire una battuta d’arresto da 338 miliardi di dollari entro il 2020 a causa della Brexit; nel mondo, invece, tale cifra potrebbe raggiungere addirittura i 1.600 miliardi: lo ha dichiarato lo studio legale Baker & McKenzie. Secondo Michael DeFranco global chair per le
Il primo ministro scozzese, Nicola Sturgeon, ritiene più probabile l’uscita ‘dura’ del Regno Unito dall’Unione Europea, rispetto a una soluzione soft per la Brexit. Se così dovesse essere la Scozia, che ha votato in larga maggioranza per restare nell’Ue, potrebbe agire presto in contrattacco: se non troverà il modo di mantenere intatte le sue relazioni
Il Regno Unito non avrà accesso al mercato interno dell’Ue se non rispetta le norme.
L’ex leader dello Ukip, Nigel Farage, farà la prima tappa in Grecia per un “simposio sulle alternative all’euro”
Il nuovo premier britannico, Theresa May, non intende cedere sull’intenzione britannica di tagliare drasticamente l’immigrazione
I contraccolpi economici della Brexit, se si escludono quelli per il Regno Unito, sono stati sovrastimati, o almeno ne è convinto Harry Hatheway, capo economista di Gam: economie come quella americana o quella giapponese, infatti, si sono dimostrate capaci di rispondere alle turbolenze degli ultimi anni; inoltre, al momento maggiore solidità è data dai bassi prezzi
Articolo 50 non verrà fatto scattare prima di fine anno. Dal 2017 ci potrebbero volere due anni di tempo per concretizzare l’uscita del Regno Unito dall’Ue.
Nonostante l’instabilità dei mercati e l’esito inatteso del referendum britannico, dal panel di strategist di AIAF emerge un perdurante consenso sulla componente azionaria.
Gli hedge fund guidati dagli algoritmi anziché dagli umani hanno fatto migliori affari dall’esito del voto sulla Brexit: in media gli hedge fund hanno perso lo 0,18%, mentre quelli guidati dalle macchine hanno portato a casa lo 0,71%. Il risultato non ha niente a che vedere con la previsione del risultato, o meglio, la vasta scommessa