Azionario a prova di Brexit, ottimismo sui titoli più rischiosi
Malgrado l’instabilità dei mercati e l’esito inatteso del referendum britannico, dal terzo Panel Strategist del 2016 realizzato da AIAF, l’Associazione Italiana degli Analisti e Consulenti Finanziari, è emerso un perdurante consenso sulla componente azionaria. Il secondo trimestre appena concluso è stato tra i più incerti degli ultimi tempi scandito, a livello economico e politico, dalle grandi aspettative per il referendum britannico del 23 giugno. Indugi, timori e speranze diffuse hanno influenzato notevolmente le attività di trading sui mercati. Sono state caratterizzate, soprattutto nelle ultime settimane, da turbolenze, rallentamenti e forte volatilità.
In tale quadro macroeconomico difficile da prevedere, la view da parte degli esperti rimane, tuttavia, ottimista sulla componente azionaria e in generale sulle asset class più rischiose. In particolare, rispetto al trimestre precedente, è migliorato il giudizio sull’Equity Usa e sull’Equity BRIC. A livello obbligazionario gli strategist premiano i Bond USA, per i quali è incrementato positivamente il sentiment, tanto sui governativi quanto sui corporate, a discapito della view sui corporate europei e sui BTP italiani.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play