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La Banca Centrale Europea si sta avviando lentamente verso la fine di quattro anni di stimolo monetario con il Quantitative easing: cosa succederà dopo?
L’euro ha subito una spinta di 40 punti base dalle indiscrezioni di mercato secondo cui la Banca centrale europea potrebbe imporre una stretta monetaria a partire dal primo trimestre del 2019. Secondo quanto riportato da Reuters, una fonte interna all’istituto di Francoforte dice che la Banca centrale dell’area euro è “in linea di massima a
L’Eurozona potrebbe riacquistare parte del suo potenziale di crescita da tempo perduto, un vantaggio per l’espansione dell’area, ma un potenziale ostacolo per un’inflazione già debole. Lo ha detto, citando le capacità non utilizzate più consistenti del previsto, il capo economista della Banca e membro del consiglio di amministrazione della Banca centrale europea (BCE), Peter Praet,
Per Francois Villeroy de Galhau, governatore della Banca Centrale Francese e membro della Bce, l’economia dell’eurozona presenta segni di crescita robusta e allo stesso tempo ci sono progressi di miglioramento nell’inflazione. Lo ha detto alla Cnbc, speificando che la Banca Centrale Europea non dirà in anticipo la data sulla fine del QE.
Sebbene la Bce abbia maggiore fiducia nella ripresa futura dell’inflazione, la politica monetaria non subirà modifiche. Forza dell’euro potrebbe pesare sull’inflazione.
Mario Draghi si è detto più fiducioso che in passato che l’inflazione sia sulla buona strada
La ripresa dell’inflazione della zona euro potrebbe richiedere tempi più lunghirispetto alle attese, ma la Bce non deve accontentarsi di una crescita inferiore al suo target, ovvero del 2%. Lo ha ieri detto in un’intervista a Reuters il banchiere centrale belga Jan Smets, aggiungendo che Francoforte non ha ancora avviato la discussione sulle modifiche della propria impostazione monetaria
Euro sotto pressione: la revisione al ribasso delle stime sull’inflazione vanifica l’effetto positivo del primo passo verso l’addio al bazooka monetario.
Sui mercati valutari l’euro ha perso terreno con i rialzisti che non hanno apprezzato la revisione al ribasso delle stime sull’inflazione (da 1,5% a 1,4% nel 2019) e gli avvertimenti di Mario Draghi sui rischi legati alla guerra commerciale globale. I trader si aspettavano una visione più ottimista sull’economia da parte della Bce, ma dopo aver accennato
La Bce ha mantenuto invariato allo zero percento i tassi di interesse guida. Si tratta del minimo storico. Rimane dove stava prima dell’inizio della riunione di politica monetaria di marzo anche il tasso marginale (0,25%) e il tasso sui depositi (-0,4%). Mario Draghi e soci hanno mantenuto lo status quo anche sul programma di acquisto