Banche UE: calcoli errati, carenze per 10 miliardi. Italia prima per Npl

27 Marzo 2018, di Mariangela Tessa

Le banche europee finiscono sotto la lente della Banca centrale europea. E quello che emerge non è un quadro confortante. Passando in rassegna i libri di prestito delle banche della zona euro, gli ispettori dell’istituto di Francoforte hanno riscontrato nel 2017 carenze di capitali e calcoli errati per un valore superiore a 10 miliardi di euro.

Lo ha comunicato ieri la BCE nel rapporto annuale. Un documento che fotografa lo stato di salute dei maggiori istituti di credito del Vecchio Continente e che mostra  l’Italia come uno dei Paesi con i maggiori livelli di incidenza di crediti deteriorati in seno alle banche, anche se risulta uno degli Stati dove questa voce è maggiormente diminuita.

L’Eurotower ha inoltre sottolineato l’importanza di interventi a più livelli che coinvolgano la vigilanza e di riforme a carattere giuridico e giudiziario, oltre alla necessità di sviluppare mercati secondari per le attività deteriorate.

Nell’area Euro la quota di crediti deteriorati continua a mostrare significative differenze tra Paese e Paese, osserva la BCE. Nel secondo trimestre del 2017 le quote più significative di crediti deteriorati sono state riscontrate presso gli enti significativi di Grecia e Cipro, con medie ponderate rispettivamente del 46,6 e del 34%, seguiti dagli enti significativi portoghesi, la cui quota di crediti deteriorati era pari al 18,1%. Quarta è stata l’Irlanda con il 12,2% e l’Italia risulta quinta con un 11,8%.

Guardando all’ammontare assoluto di NPL il nostro paese risulta invece primo con 196 miliardi di euro, seguita da Francia (138 miliardi), Spagna (112 miliardi) e Grecia (106 miliardi).

Analizzando l’andamento tendenziale la quota di crediti deteriorati degli enti significativi è diminuita in maniera rilevante nel periodo di riferimento: Cipro (-6,3 punti percentuali), Irlanda (-5,6 punti percentuali), Italia (-4,4 punti percentuali) e Slovenia (-3,2 punti percentuali).