BCE pagina 150
Base per sbloccare 82-86 miliardi. Due giorni per attuare riforme. Niente ristrutturazione debito. Tsipras costretto a formare governo di unità. Sui social media: ThisIsACoup.
A dispetto della vittoria del “No” al referendum, in pratica è il sì all’austerity che sta trionfando. Banche ancora chiuse, controlli di capitali in atto.
Sono le stime del Centro Studi di Confindustria. Rialzo timido e dovuto per lo più a fattori esterni, come intervento Bce e costo del petrolio.
Borsa chiusa anche questa settimana. Tsipras in trappola: piano potrebbe includere le condizioni peggiori ripudiate nel referendum.
Stavolta evitare bancarotta è un’impresa ardua. Per il numero uno della Bce la Russia non correrà in soccorso di Atene: “non hanno soldi neanche loro”.
Si fa risentire Nigel Farage al Parlamento Ue: “Il progetto europeo ha iniziato a morire. C’è un nuovo muro di Berlino, che si chiama euro”.
Secondo l’economista che si batte contro le disuguaglianze del capitalismo finanziario, Hollande dovrebbe porre veto all’uscita del paese.
Ripresa resta fragile. Calo greggio e euro debole offrono su un piatto d’argento possibilità di rilancio tramite riforme e stimoli alla crescita.
All’uno chiede di aprire il solo canale di finanziamenti al sistema bancario. All’altro affari in campo energetico o forse molto di più.
Per l’istituto centrale non c’è proprio possibilità di ridurre la propria quota: si tratterebbe di “finanziamento monetario”.