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Negli scorsi dieci mesi il rialzo, come sempre accade, ha lentamente intossicato i mercati. I prossimi mesi saranno più incerti e sobri. Le obbligazioni, dati molte volte per finiti in questi quattro anni passati, hanno ancora un avvenire. L’opinione di Alessandro Fugnoli, Kairos
Secondo il presidente della Bundesbank la Banca centrale europea dovrebbe tagliare ulteriormente i tassi d’interesse se i nuovi dati di inflazione e crescita dovessero giustificarlo. Adesso è il momento che Francoforte faccia la sua parte per rilanciare l’economia
Lo ha detto il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, in un discorso proferito al Bundestag. Sui mercati minore incertezza: “siamo sulla buona strada”.
La stretta monetaria arrivera’ troppo tardi in Usa e sara’ troppo forte. Per la Bce non c’e’ soluzione per il medio-lungo termine. Draghi senza via d’uscita: se taglia i tassi, gia’ ai minimi storici, non risolve la questione della carenza di credito, essenziale per la crescita.
Il presidente della Bce: “Finalizzare regole su vigilanza bancaria unica entro quest’estate”. Governi diano risposte anti crisi. VIDEO della sessione plenaria al Parlamento Europeo di Strasburgo.
Il numero uno sveste per un giorno i panni di Goldman Sachs: “é particolarmente sconcertante” che le pmi soffrano più delle grandi aziende, “dato che fanno i tre quarti dell’occupazione”. E’ grave.
Leggi tutte le previsioni di mercato: possibile peggioramento del quadro macro Usa e spostamento del focus sul tema del tetto del debito. Prese di profitto sui titoli azionari e spread italiano sotto i 350 punti base.
L’allentamento monetario senza precedenti intrapreso da Federal Reserve, Banca d’Inghilterra, Banca Centrale Europea e Banca del Giappone aumenta il rischio di rinnovo dei prestiti a rischio insolvenza. Nella foto: Christine Lagarde, direttore generale dell’Fmi
Allarmante condizioni mercati lavoro, disoccupazione euro rischia altri aumenti. Mario Draghi aveva previsto una ripresa nella seconda metà del 2013. Ma, per primi, erano stati i cittadini europei a non credere alle sue stime.
La ricchezza netta pro-capite degli italiani, pari a 108.700 euro, supera di poco quella dei francesi (104.100 euro) e dei tedeschi (95.500 euro).