Mercati

Fed fallirà. Trappola liquidità in Ue come in Giappone

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NEW YORK (WSI) – Come accade nella maggior parte dei cicli finanziari, la Fed arrivera’ in ritardo rispetto ai mercati e finira’ per accelerare il processo di uscita dalle misure di stimolo dell’economia.

Con ogni probabilita’, infatti, le borse anticiperanno l’uscita dalle manovre straordinarie di allentamento monetario che vanno sotto il nome di Quantitative Easing, e Ben Bernanke difficilmente sorprendera’ gli operatori di Borsa con le sue mosse. E’ l’opinione di Richard Bernstein, della societa’ di consulenza finanziaria Richard Bernstein Advisors.

La Fed dovrebbe invertire rotta in modo da mentenere il piu’ possibile invariata la curva dei rendimenti. Un irripidimento della curva rischia infatti di stimolare l’economia in una maniera perversa, rendendo le operazioni di carry trade e di prestito speculativo piu’ redditizi.

Prima o poi questo ciclo di droghe monetarie volgera’ al termine e la Fed rimarra’ indietro rispetto ai mercati. A quel punto cerchera’ di recuperare il terreno perduto e imporra’ strette monetarie troppo consistenti e troppo in fretta. La curva si invertira’ e’ provochera’ una nuova recessione.

Questo evento finale tuttavia – sottolineano gli analisti di Bernstein – non si verifichera’ presto.

Secondo un gruppo selezionato di giovani economisti, quelli che diventeranno i banchieri centrali del futuro, anche Mario Draghi sarebbe in trappola. Gli studenti liceali d’Europa hanno trascorso gli ultimi sei mesi cercando di analizzare lo stato dell’economia del blocco a 17 e provando a proporre una soluzione alla Bce per risolvere la crisi del debito sovrano.

Ma i vincitori del premio “Generation Euro Students”, che parteciperanno alla cerimonia di premiazione a Francoforte, ritengono che qualsiasi cosa faccia, rischia di compromettere la ripresa.

Degli economisti interpellati da Bloomberg, quasi un terzo (11 su 37) e’ pronto a scommettere su un nuovo taglio dei tassi nel secondo trimestre. Tuttavia secondo ad esempio Alejandro Goffa Martinez, uno dei migliori studenti della scuola IES Josep Sureda i Blanes di Palma de Mallorca, in Spagna, “una riduzione dei tassi non risolverebbe la questione della carenza di credito”, meccanismo che e’ essenziale per la crescita economica.

I tassi sono gia’ ai minimi storici dello 0,75% e non c’e’ un motivo valido per abbassarli ulteriormente, secondo gli studenti vincitori della scuola finlandese Etelae-Tapiola a Espoo. Nel saggio da loro redatto si legge che “un taglio del costo del denaro avrebbe un impatto di stimolo monetario nell’economia, ma non ci sono i presupposti per una riduzione dei tassi nel medio e breve termine”.

Sono oltre 3.500 gli studenti tra i 16 e i 19 anni di 11 nazioni europei differenti ad aver partecipato al concorso indetto quest’anno. I vincitori riceveranno in premio in contanti e un viaggio a Francoforte dove potranno stringere la mano al presidente della Bce .

Oltre alla redazione di un saggio sulla soluzione dei problemi della crisi del debito, il loro compito era anche quello di rispondere alle domande di un quiz di politica monetaria e di scrivere un saggio in cui andava previsto l’esito della prossima riunione del braccio monetario dell’istituto centrale.

“Eventuali politiche espansive potrebbero creare molti problemi sul lungo termine”, dice in un’intervista a Bloomberg la 17enne tedesca Lara Lechner, della Internatsschule Schloss Hansenberg. “Ma tenuto conto dell’attuale situazione economica, un rialzo dei tassi non e’ un’opzione”.

“Gli indicatori economici fanno propendere piuttosto per un taglio dei tassi, ma sono gia’ cosi’ bassi che mantenerli invariati avrebbe in ogni modo un effetto simile” a quello di una riduzione del costo del denaro.

Draghi dovrebbe seguire l’esempio di Fukuoka Masanobu, pioniere della agricoltura naturale, secondo il quale “a volte il miglior metodo e’ non fare niente”.