Borse: alert volatilità, vendite in vista a maggio

12 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Dal 1950, l’indice della Borsa Usa Dow Jones Industrial ha garantito guadagni di appena lo 0,3% nel periodo maggio-ottobre, a fronte di un ritorno da investimento del +7,5% nei sei mesi da novembre ad aprile.

Gli ultimi trenta giorni hanno evidenziato la presenza di tre trend dominanti: 1) la continuazione del rally rialzista dei listini Usa; 2) ulteriore restrizione degli spread in area Euro con tassi in calo; 3) l’accentuazione del rialzo dei listini azionari nipponici e soprattutto del deprezzamento dello yen in conseguenza delle misure adottate dalla BoJ dopo l’arrivo del neo governatore Kuroda.

Lo scenario dei prossimi trenta giorni tiene in considerazione la possibilità di un ridimensionamento degli asset rischiosi in corrispondenza di : a) prese di profitto dopo il primo impatto dell’effetto BoJ; 2) spostamento del focus sul tema del debt ceiling in vista della scadenza del 19 maggio; 3) possibile peggioramento del quadro macroeconomico soprattutto negli Usa durante il periodo primaverile.

Di conseguenza, dopo il forte calo dei tassi governativi in area Euro, l’attesa è di una stabilizzazione che contempla un graduale rialzo con conseguente lieve allargamento degli spread. Su questo fronte sarà molto importante seguire più da vicino la dinamica congiunta dello yen e dei tassi governativi nipponici, visto il forte impatto esercitato dall’effetto BoJ.

Sul fronte Govies & Money Markets, l’ultimo mese è stato caratterizzato da due fasi. Nella prima parte hanno prevalso maggiormente le incertezze relative allo stallo della situazione politica italiana ed al piano cipriota in cui per la prima volta i privati hanno partecipato al salvataggio del sistema bancario. Successivamente sono entrate in campo le banche centrali con Draghi che ha dichiarato che l’Istituto sta valutando misure non convenzionali per sostenere le piccole e medie imprese, la FED che si è detta pronta a continuare il piano di QE e la BoJ che ha messo in atto un nuovo piano che prevede una forte immissione di liquidità nel sistema. La Bce nell’ultima riunione si detta pronta ad agire per sostenere l’economia, lasciando intendere che a breve potrebbero esserci delle novità che potrebbero riguardare il tasso di riferimento e/o l’introduzione di nuove misure.

Ribadiamo la nostra idea che il taglio rimane opzione valida per tutto il resto dell’anno. Per il prossimo mese, lo spread italiano è atteso rimanere sotto i 350 pb, mentre il tasso decennale potrebbe oscillare nell’area 4,3%-4,7%.

Il mercato valutario nell’ultimo mese ha visto lo yen protagonista indiscusso. Nella seconda metà di marzo, infatti, le tensioni legate al raggiungimento di un accordo sul piano Cipro avevano spinto gli investitori a prendere profitto sulla valuta nipponica dopo il forte movimento di deprezzamento degli ultimi mesi. I primi dieci giorni di aprile hanno al contrario visto un ritorno della fase di deprezzamento della valuta nipponica con un movimento molto forte dopo le decisioni prese dalla BoJ nella prima riunione presieduta dal neo-governatore Kuroda. Nei prossimi trenta giorni per l’eurusd l’attesa è per la tenuta di area 1,27 come principale supporto durante l’ipotizzata fase di potenziale risk-off. Sul fronte yen il recente forte deprezzamento potrebbe aver già incorporato l’effetto BoJ. Non essendo attese ulteriori misure già nel prossimo mese, è possibile ipotizzare una fase di temporaneo apprezzamento vs euro fino ad area 125.

Tassi & Congiuntura: in area Euro ieri lo spread italiano è rimasto intorno ai 300 pb dopo le aste che hanno visto collocare con tassi in calo quasi l’intero ammontare offerto, anche se la domanda sul titolo a 15 anni è risultata inferiore alla precedente emissione. In vista dell’Eurogruppo di oggi, secondo un documento anticipato ieri a Reuters, i ministri dell’Eurogruppo che si riuniranno a Dublino a margine dell’Ecofin informale sarebbero orientati ad allungare di sette anni la scadenza dei prestiti ad Irlanda e Portogallo, il che permetterebbe ai due paesi il ritorno al rifinanziamento sul mercato. Altro tema dell’Eurogruppo sarà Cipro, dopo che il portavoce del governo del paese ha confermato che il fabbisogno di aiuti è salito da 17 a 23 Mld€. Nel frattempo il commissario agli Affari Interni, Barnier, si è espresso in merito al meccanismo di risoluzione, più volte evocato dallo stesso Draghi. Secondo Barnier, è importante che i paesi dell’area che partecipano ad un’unione bancaria, abbiano anche un meccanismo di risoluzione unico che sia in grado di sostenere le banche in difficoltà. La Commissione dovrebbe presentare la proposta a giugno.

Secondo quanto riportato dal Wsj, che cita una fonte europea, i paesi più ricchi dell’area Euro come Germania, Olanda e Finlandia stanno spingendo per effettuare nuovi stress test sulle banche dell’area. Sulla politica della Bce si è invece pronunciato il membro Coeré secondo cui ci sono dei limiti a ciò che può fare la Bce per consentire alle piccole e medie imprese di accedere ai prestiti bancari.

Negli Usa tassi di mercato sostanzialmente stabili. L’emissione di 13Mld$ Treasury a 30 anni è risultata al di sotto delle attese sia in termini di rapporto domanda/offerta sia in termini di tasso rispetto a quello sul secondario, entrambi sintomatici del cosiddetto effetto “tail”, ossia un insieme di indicazioni di interesse inferiore alle attese. La debolezza della domanda si è concentrata soprattutto sulla componente cosiddetta “indirect bidders” dove sono raggruppate principalmente le banche centrali estere. Oggi l’attenzione sarà sui dati sulle vendite al dettaglio di marzo. Bloomberg News ha riportato i dettagli di una bozza di aggiornamento delle proiezioni sul Pil del Fmi dove emerge una significativa revisione al ribasso (da 2,1% a 1,7%) della crescita Usa quest’anno. Nel frattempo in Giappone dopo il forte ribasso degli ultimi giorni, si è registrato un marcato rialzo concentrato soprattutto sul comparto a 30 anni ritornato all’1,55% (ossia i livelli pre-BoJ di giovedì) dopo aver sfiorato l’1% nei giorno scorsi. Tale andamento ha fatto seguito ad una deludente asta di 600Mld yen (circa 6Mld$) sui titoli nipponici trentennali.

Valute: ieri si è assistito ad un apprezzamento dell’euro verso dollaro sulla scia del buon andamento dei listini azionari mondiali. Il rialzo resta comunque contenuto al di sotto della resistenza collocata in area 1,3135-60 in attesa delle notizie in arrivo dall’Eurogruppo e dei numerosi dati macro Usa di oggi. Il supporto si colloca a 1,2950. Questa notte si è assistito ad un apprezzamento generalizzato, ma contenuto, dello yen verso le principali valute in linea con le prese di profitto sulla borsa giapponese. Il neo governatore della BoJ, Kuroda, ha dichiarato che la banca centrale non limiterà temporalmente l’easing monetario a 2 anni ma continuerà fino a quando un’inflazione sostenibile non sarà raggiunta. Inoltre l’istituto non esiterà ad effettuare aggiustamenti qualora necessari.

Verso dollaro il cross continua a stazionare poco sotto la resistenza 100, mentre verso euro il cambio si muove in prossimità di area 130 questa mattina, dopo essersi temporaneamente spinto fino alla resistenza 131 questa notte. Il supporto più vicino oggi si colloca a 129,75. Pimco, la società di gestione che detiene il maggiore fondo obbligazionario al mondo, ha dichiarato che le valute saranno utilizzate sempre di più come strumenti di politica monetaria e consiglia perciò una diversificazione in valute di stati a “bassa crescita ma con bilanci sani” come ad esempio l’Australia, il Canada e le valute scandinave nel medio termine. Ennesimo record da 19 anni per lo yuan verso dollaro. Segnaliamo il primo giorno di deprezzamento da 1 settimana del rand sudafricano verso dollaro dopo che la produzione manifatturiera di febbraio si è contratta in modo inatteso. Infine poco mosso il dollaro di Singapore verso quello Usa nonostante la contrazione inattesa del Pil nel primo trimestre.

Commodity: calo dell’indice GSCI penalizzato dal ribasso del petrolio che ha un peso rilevante. Il Brent ed il Wti hanno perso oltre l’1% dopo la revisione al ribasso delle stime globali sulla domanda per il 2013 da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA). Negli altri settori l’andamento non è stato particolarmente negativo. I metalli preziosi hanno chiuso leggermente positivi, mentre quelli non ferrosi hanno registrato un andamento misto al LME. Tra gli agricoli in rialzo la maggior parte delle componenti guidate dal grano del Kansas (+1,2%) e dal cacao (+0,9%). In calo l’olio di palma (-0,8%): nonostante il miglioramento dei dati fondamentali arrivati dalla Malesia questa settimana, il future è penalizzato dall’apprezzamento della valuta locale iniziato ad aprile che starebbe contribuendo a ridurre la domanda dall’estero.

Azionario: giornata nuovamente positiva per i listini azionari europei in una seduta caratterizzata da volumi ancora molto contenuti. Dopo una partenza negativa i listini si son mossi per tutta la seduta intorno alla parità per poi prendere forza nel corso del pomeriggio dopo l’apertura dei mercati Usa. All’interno dello Stoxx 600 il settore dei servizi ai consumatori è stato il migliore grazie soprattutto al buon andamento del comparto media. Buoni guadagni anche per il comparto industriale finanziario, mentre si è mosso in controtendenza il settore risorse di base che continua ad essere il più penalizzato da inizio anno con perdite superiori al 10%. L’indice Ftsemib ha seguito l’andamento generale dei listini europei chiudendo la seduta con un guadagno di poco superiore allo 0,5%. Debole l’andamento per i titoli del comparto utilities, mentre si è messo in luce Mediaset, in rialzo di oltre l’8%, sulle voci, smentite dalla società, di un piano di vendita di Mediaset Premium. In mattinata i mercati stanno aprendo in calo sulla scia dell’andamento negativo dei listini asiatici. Negli Usa ennesima giornata di nuovi record a Wall Street con i principali indici in rialzo per la quarta seduta consecutiva. Gli operatori hanno ben accolto i dati migliori delle attese sui sussidi settimanali alla disoccupazione spingendo l’indice S&P 500 in prossimità della soglia psicologica dei 1600 punti. Al suo interno a trainare i guadagni i settori telecomunicazioni ed health care, mentre si è mosso in controtendenza quello tecnologico a causa del forte calo delle società produttrice di PC (HP e Microsoft in testa), dopo i deludenti dati sulle vendite mondiali nel primo trimestre. Oggi l’attenzione sarà rivolta alle prime trimestrali relative al settore bancario con JPMorgan e Wells Fargo che pubblicheranno i dati prima dell’apertura dei mercati. Sul fronte emergenti, terza seduta consecutiva in rialzo grazie nuovamente al contributo positivo dell’area asiatica. Tra i peggiori listini troviamo ieri l’indice russo Micex (-1,7%) sceso ai minimi da inizio dicembre a causa del forte calo delle società petrolifere che hanno un peso predominante nell’indice. In deciso calo anche l’indice Bovespa (-1,4%) dopo i deludenti dati di febbraio sulle vendite al dettaglio che alimentato i timori su un recupero dell’economia nel 2013. Stamattina in Asia si sta assistendo a mercati deboli su probabili prese di profitto. I mercati più colpiti sono quello indiano (-1,6%) e sudcoreano (-1,3%), tra i peggiori in termini di performance anche a livello settimanale.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

ENEL – La società sta registrando nei primi mesi del 2013 un consolidamento della flessione della domanda di energia e gas tra il 2 e il 3%.

ENI – Versalis (gruppo Eni) e Genomatica hanno firmato un accordo per la costituzione di una joint venture tecnologica per la produzione di butadiene da fonti rinnovabili. Versalis investirà oltre 20 Mln$ per lo sviluppo della tecnologia di processo e intende avvalersi per prima del diritto di utilizzo della licenza e costruire, così, i relativi impianti commerciali.

FIAT INDUSTRIAL – Lo stabilimento Cnh di S. Mauro Torinese ha annunciato ai sindacati un nuovo programma di cassa integrazione nei mesi di maggio e giugno.

GENERALI – Secondo quanto riportato da Reuters, sono Reinsurance Group of America e la concorrente francese Scor le due compagnie arrivate alla fase finale nella gara per conquistare gli asset Usa di Generali, in un’operazione che potrebbe valere fino a 1 Mld$.

MEDIASET – La società ha smentito le indiscrezioni stampa sulla cessione di Mediaset Premium, sottolineando che nel primo trimestre i canali a pagamento hanno registrato una crescita di oltre il 10% rispetto allo stesso periodo del 2012.

RCS – Pirelli ha dato la propria disponibilità a sottoscrivere l’aumento di capitale relativamente alla quota di propria competenza pari al 5,3%.

TELECOM ITALIA – Il Cda ha deliberato la costituzione di un comitato con Franco Bernabé e quattro consiglieri per verificare l’interesse del gruppo ad un’ipotesi di integrazione con 3 Italia in tempi stretti. E’ stato dato inoltre mandato al management a definire il percorso operativo di fattibilità per la separazione della rete di accesso. Secondo alcune fonti vicine a Telco i soci della holding sono freddi su Hutchison in attesa di sviluppi delle prossime due-tre settimane.

UNICREDIT – Bank of Austria, controllata da Unicredit, è stata condannata in via definitiva da una corte svizzera per una causa risalente agli anni ‘90. Bank of Austria dovrà versare 254 Mln€ con un impatto a conto economico di 70 Mln€ (180 Mln€ erano già stati accantonati).

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