Torna l’appeal per i Btp, ma ci sono tre elementi di rischio

18 Aprile 2019, di Alessandra Caparello

Nei primi tre mesi dell’anno si sono registrati flussi di investimento sopra la media per i BTp. Così l’ultimo rapporto di State Street secondo cui nonostante il rallentamento dell’economia ponga seri dubbi sulla sostenibilità dei conti pubblici del Paese, si è assistito ad un riposizionamento dei grandi fondi sull’Italia.

Scommette sull’Italia in termini positivi François-Xavier Chauchat, capo economista di Dorval Asset Management, secondo cui i rendimenti dei BTp possono scendere sotto il 2%.

Ci sono molti fondi che, quando decidono su quali titoli investire, tengono conto di criteri come la liquidità o la volatilità media degli ultimi 12 mesi. Nel caso dell’Italia entrambi questi indicatori restano piuttosto alti. Non escludo tuttavia che se il contesto di mercato dovesse restare favorevole si possano ridurre favorendo così nuovi acquisti da parte dei grandi investitori.

Si dimostra invece cauto Antonio Cesarano, capo Strategist di Intermonte SIM, secondo cui sono tre i fattori di incognita che potrebbero raffreddare l’ottimismo degli investitori sull’Italia nei prossimi mesi. Trattasi nel dettaglio del giudizio di Standard & Poor’s sul rating dell’Italia in programma il 26 aprile, le elezioni europee e i dettagli sul nuovo piano di Tltro che la Bce comunicherà il prossimo 6 di giugno.

Se i finanziamenti agevolati al settore bancario avranno vincoli poco stringenti è lecito ipotizzare che le banche possano utilizzare parte dei finanziamenti della Bce per comprare BTp e ciò potrebbe favorire il calo di rendimenti e spread. Viceversa è lecito aspettarsi un trend opposto.