Tensione Pakistan India: Trump media, spera in “de-escalation”

28 Febbraio 2019, di Daniele Chicca

Il pilota del jet indiano catturato in Pakistan potrebbe tornare presto a casa. Sono le autorità pakistane ad aver fatto l’annuncio mandando un segnale di distensione dopo l’abbattimento di due aerei indiani.

L’episodio ha aperto una crisi diplomatica tra i due paesi asiatici confinanti – entrambi in possesso delle tecnologie nucleari. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dice che la mediazione Usa sta contribuendo a scongiurare una crisi tra le due potenze nucleari.

Il pilota, identificato da Islamabad come il Comandante dell’Aviazione indiana Abhi Nandan, è divento il volto simbolo dell’ultima escalation tra India e Pakistan. L’uomo è infatti stato filmato mentre viene catturato e detenuto in custodia cautelare.

“Se porterà a una de-escalation della crisi, siamo disposti a rimpatriare il pilota indiana catturato”, ha dichiarato il ministro degli Esteri del Pakistan Shah Mehmood Qureshi ai microfoni di Geo TV (guarda video sotto).

Qureshi ha spiegato che il Pakistan nega che sul suo suol ci sia un campo di terroristi, come sostiene l’India per giustificare la presenza di due dei suoi jet sui cieli pakistani.

Pakistan pronto a rimpatriate pilota indiano catturato

Qureshi ha aggiunto che il ministro saudita degli Esteri si recherà in Pakistan per riportare un messaggio importante del principe Mohammed Bin Salman, che è stato sia in India sia in Pakistan questo mese.

Il primo ministro del Pakistan Imran Khan ha già lanciato un appello per avviare al più presto colloqui di distensione con l’India. Con l’obiettivo di impedire il rischio che si commetta un “errore di calcolo” tra i due eserciti armati dell’atomica. I due paesi sono entrati in guerra tre volte per colpa della disputa sul territorio del Kashmir, l’ultima nel 1999.

I commenti del ministro pakistano degli Esteri sono arrivati in concomitanza con quelli di Trump. Il quale dice di aspettarsi “notizie relativamente positive” sul conflitto tra India e Pakistan.

La situazione si è fatta improvvisamente incandescente dopo una serie di bombardamenti incrociati. A innescare gli attacchi e contro attacchi è stato l’attentato del 14 febbraio.

Quel giorno un kamikaze si è fatto saltare in aria, uccidendo almeno 40 poliziotti paramilitari indiani nel Kashmir, un’area contesa da decenni che rimane sotto il controllo indiano.

Trump: mediamo tra Pakistan e India, verso de-escalation

I soldati di India e Pakistan hanno anche aperto il fuoco al confine nel Kashmir in queste ultime ore concitate ma gli Usa sostengono che la mediazione americana sta portando risultati.

“Si stanno attaccando e noi siamo impegnati nel tentativo di fermarli”, ha detto Trump da Hanoi, dove si trova per un summit con il presidente nordcoreano Kim Jong-un. “Ci siamo posizionati nel mezzo e stiamo cercando di aiutare entrambi i paesi”.

Il primo ministro indiano Narendra Modi, che nel giro di qualche mese ha un appuntamento elettorale importante che lo attende, ha dichiarato durante un comizio che l’India farà fronte comune contro i nemici”. Le elezioni generali indiane si terranno tra aprile e maggio 2019.

“Il mondo ci osserva e sa quali sono le nostre intenzioni collettive. Non dobbiamo fare nulla che consenta al nemico di alzare un dito contro di noi”, ha detto nella sua prima uscita da quando i due jet indiani sono stati abbattuti mercoledì scorso.