guerra commerciale pagina 11
Le principali Borse europee chiudono in calo, penalizzate dall’affievolirsi delle speranze che Usa e Cina possano giungere a un accordo sul fronte commerciale. Dopo la nuova escalation sui dazi, l’indice paneuropeo EuroStoxx 50 chiude a -1,16%. Tra i più penalizzati Basf, LVMH, Asml e Daimler. In controtendenza Eni e Iberdrola.A Milano il listino Ftse Mib
In avvio di contrattazioni a Wall Street i principali indici di Borsa sono in netto calo con il Dow Jones che – in calo di 553 punti (-2,13%) al momento – ha bucato al ribasso un livello tecnico chiave. Violata la media mobile a 200 giorni. Le Borse hanno subito un’accelerazione al ribasso dopo che Pechino
Dopo l’aumento delle tariffe deciso dal presidente Donald Trump, lo yuan cinese affonda segnando il crollo piĂą forte in nove mesi arrivando a calare dello 0,8% al 6,9040, il livello piĂą debole dal 27 dicembre scorso.Un crollo che riflette l’escalation delle ostilitĂ commerciali  in corso con gli Stati. Secondo alcuni analisti la valuta cinese arriverĂ
Mercati tesi in attesa di conoscere dettagli su risposta Cina a dazi di Trump, ma in caso di shock geopolitici spesso la miglior cosa fare è non reagire.
Dal deprezzamento dello yuan ai bond. Le armi nelle mani di Pechino per colpire l’economia Usa.
La guerra a colpi di dazi tra Usa e Cina è solo la prima di una serie di battaglie sul fronte commerciale a cui rischiamo di assistere nei prossimi anni. Ne è convinto James Sullivan, capo della ricerca azionaria in Asia di J.P. Morgan, che delinea uno scenario del genere alla luce della nascita di
Secondo i dati di BofA Merrill Lynch la scorsa settimana i deflussi netti dai fondi azionari Usa hanno raggiunto i massimi livelli da fine gennaio.
Nelle prime ore di contrattazioni, il Dow Jones perde anche 300 punti mentre l’S&P 500 l’1,5% e il Nasdaq l’1,8%. Wall Street estende dunque i cali della settimana che hanno visto il Dow Jones cedere anche 700 punti e l’S&P 500 più del 3%.Non ha aiutato la notizia secondo cui il vertice tra i negoziatori
Non siamo a punto di non ritorno ma in assenza di notizie positive gli asset difensivi dovrebbero continuare a trarre vantaggio dell’escalation sui dazi.
Aumenti fino al 25% su 200 miliardi di dollari di beni ĘĽmade in ChinaĘĽ. Pechino: “Adotteremo contromisure”.