Spotify licenzia il 6% del personale

24 Gennaio 2023, di Pierpaolo Molinengo

Spotify entra nell’elenco delle società tecnologiche che si preparano a lasciare a casa i propri dipendenti. Lo scopo di questa riduzione del personale è quella di contenere i costi. Spotify ha annunciato la riduzione del 6% della propria forza lavoro, che in questo momento ammonta a 9.800 euro. La società ha stimato in 35-45 milioni di euro i costi, una tantum, legati ai licenziamenti previsti.

Spotify: previsto un riassetto al vertice

Spotify ha in programma anche una vera e propria riorganizzazione ai propri vertici. Ad andarsene è Dawn Ostroff, che fino ad oggi era il responsabile della pubblicità e dei contenuti. Contestualmente Alex Norström viene promosso a chief business office, mentre Gustav Söderström assume il ruolo di chief product officer. I due manager sono stati nominati anche co-presidenti.

Nel frattempo il ceo di Spotify, Daniel Ek, si assume tutte le responsabilità dei tagli del personale, ma ha spiegato che ha deciso di ristrutturare l’organizzazione della società in modo da generare una maggiore efficienza, controllare i costi e velocizzare i processi decisionali. Ek ha ammesso:

“Sono stato troppo ambizioso ad investire oltre la nostra crescita dei ricavi. Sarebbe stato insostenibile nel lungo termine in qualsiasi circostanza, ma in questo contesto sfidante chiudere il gap sarebbe ancora più difficile”.

I nuovi obiettivi di Spotify

Nel 2023, le parole d’ordine per Spotify sono velocità ed efficienza. Ek sottolinea con vigore che la velocità è la strategia più difendibile che un’impresa possa avere. Il manager, comunque, ritiene che la velocità non sia sufficiente da sola: è necessario, inoltre, operare con efficienza. Velocità ed efficienza sono i due presupposti che possono assicurare il successo di lungo termine. Secondo Ek negli ultimi anni Spotify ha “fatto grandi progressi nel migliorare la velocità, non ci siamo focalizzati altrettanto per migliorare l’efficienza”.

Il manager, inoltre, ha messo in evidenza che nel corso del 2022 le spese operative di Spotify siano state doppie rispetto a quelle dei ricavi. Un rapporto che, secondo Ek, è insostenibile nel lungo termine e ancora di più oggi, in contesto particolarmente complesso come quello attuale. Questo, sostanzialmente, è uno dei motivi per i quali si è deciso di procedere con la riduzione del personale. Ai dipendenti sarà riconosciuta un’indennità media di cinque mesi, accompagnata dal perdurare per tutto il periodo dall’assicurazione sanitaria.

Gli altri licenziamenti delle big tech

La notizia che Spotify ha deciso di licenziare seguenti poco una notizia analoga, che arriva da Google, che ha deciso di licenziare qualcosa come 12.000 dipendenti. Spotify e Google sono le ultime due decisioni, in ordine cronologico, arrivate in questo senso. Anche Microsoft, Amazone Meta hanno recentemente annunciato tagli del personale: ora emerge quali sono le divisioni più colpite da questi tagli dei principali colossi IT. Microsoft, ad esempio, ha in programma il licenziamento di 10.000 dipendente: il taglio del personale arriva dopo una forte espansione durante il periodo del Covid.

SOCIETA’ TECNOLOGICA LICENZIAMENTI
Amazon 18.000+
Google 12.000
Meta 11.000+
Microsoft 10.000+