SocGen: Borsa Usa potrebbe perdere il 75%

14 Gennaio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Il peggio deve ancora arrivare per le economie e i mercati industrializzati. È l’opinione di uno degli analisti più ribassisti in circolazione, Albert Edwards. L’analisi ricalca quella recente di RBS, che in una nota ai clienti ha suggerito di vendere tutto salvo i beni rifugio come Treasuries e Bund, per via dell’avvicinarsi di una crisi deflativa.

Secondo il noto strategist ed economista di Société Générale in occidente lo spauracchio deflazione non se n’è ancora andato. In una conferenza davanti a una platea nutrita di giornalista, Edwards ha citato il calo degli affari commerciali mondiali, mostrando un grafico che va dal 1929 a oggi.

“Può andare peggio di così?”, ha chiesto retoricamente Edwards. “Certo che può”, ha detto l’analista prima di mostrare slide dal titolo “La morte dei risparmi” e “La morte degli investimenti”.

“Se ho ragione, l’S&P 500 crollerà a 550 punti, un ribasso del 75% dai livelli massimi di sempre di 2.100. Sarebbe una catastrofe per l’economia“. Secondo Edwards deflazione e recessione globale sono inevitabili e dunque una “carneficina è in arrivo“.

Nello stesso momento, a esprimere le sue previsioni per il 2016 è stato anche Jeff Gundlach di DoubleLine Capital, che nel 2015 aveva avuto ragione su petrolio e bond spazzatura. Il fondo, che ha scommesso sul calo dei prezzi del greggio e sul crac del mercato dei junk bond, ha fatto molto meglio della concorrenza con risultati del 98% superiori agli altri veicoli di investimento di Morningstar.

Nessun motivo per essere rialzisti sul petrolio

Gundlach è convinto che anche quest’anno sia meglio stare alla larga dai bond spazzatura e dal petrolio, che “è un disastro”. Detto questo, potrebbe ritrovarsi a fine anno in area 45 dollari, un livello che non sarebbe comunque sufficiente a risparmiare il mercato energetico. Nel frattempo i tassi potrebbero salire ancora, anche se il 2016 è un anno di transizione, e l’oro potrebbe toccare i 1.400 dollari l’oncia.

“Non c’è alcun motivo per essere rialzisti sul petrolio a lungo termine”, ha detto durante il webcast, in cui ha sancito la fine del rally del dollaro, “in particolare alla luce del consensus secondo cui si rafforzerà”. Le buste paga finalmente saliranno, mentre i profitti aziendali rimarranno sotto pressione.

L’anno scorso Gundlach ci ha azzeccato anche sulla Cina e sull’andamento dei tassi di interesse. L’unico abbaglio lo ha preso sull’oro, che alla fine l’anno scorso è sceso di prezzo anziché salire. Quest’anno il gestore sarà sicuramente tra gli investitori più ascoltati insieme a Edwards.

“Sarebbe da folli non starlo a sentire”, dice a Bloomberg Bill Lowert, chief investment officer di Lowery Asset Consulting. “È una grande fonte per mettersi in gioco e rivedere le proprie convinzioni. Se si è pronti a scommettere in una direzione opposta rispetto alla sua, allora è meglio essere certi delle proprie opinioni”.

Il fondo di Gundlach ha guadagnato il 2,3% nel 2015, facendo meglio del 94% dei rivali secondo i calcoli di Bloomberg e del 98% degli altri fondi appartenenti alla stessa categoria. L’anno scorso la sua conferenza in rete ha attirato 4.209 spettatori live e 1.271 che hanno riguardato la trasmissione registrata.