Borsa Milano in rialzo +1,5%, effetto Moody’s sulle banche. Mps -3%

26 Gennaio 2016, di Laura Naka Antonelli

MILANO (WSI) – Borsa Milano si lascia alle spalle le vendite che l’hanno colpita nei primi minuti di contrattazioni, quando il Ftse Mib ha ceduto oltre -1% in scia al crollo di Shanghai, e chiude in rialzo di un punto e mezzo percentuale. In attesa della riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, l’indice benchmark Ftse Mib ha superato agilmente quota 18.900 punti.

I fari rimangono su MPS, sostenuta dalla seduta di ieri dai rumor su possibili pretendenti. Il titolo è di nuovo finito sotto pressione alla fine della giornata e riporta nuovamente un computo negativo. Il titolo cede -3% circa. Una nota di Moody’s su alcune banche italiane migliora comunque la performance dei rispettivi titoli in Borsa. Acquisti su Banco Popolare oltre +4% e BPM +1,43%.  Rialzi del 4% circa anche per Ubi Banca.

Nonostante il rimbalzo del petrolio, Saipem chiude in calo, con diversi analisti che bocciano l’operazione di aumento di capitale. Sempre sul listino milanese si mette in evidenza anche il balzo di FCA.

Sul fronte Fed, il meeting inizia oggi, per concludersi domani con la decisione sui tassi. Il consensus degli analisti prevede un nulla di fatto: c’è trepidazione tuttavia tra gli operatori di mercato, in vista delle parole che saranno proferite su quelli che potrebbero essere i prossimi passi di politica monetaria della Fed e riguardo ai commenti di Janet Yellen & Co. sulla volatilità dei mercati.

Ondata di vendite sui mercati azionari asiatici, con lo Shanghai Composite che precipita con un tonfo superiore a -6% e la Borsa di Tokyo che cede oltre il 2%.

Tornano in primo piano i timori sul rallentamento economico della Cina, con l’indice Shanghai che ha bruciato il 43% dallo scorso giugno, registrando una performance simile a quella sofferta nel periodo della crisi finanziaria globale, quando il listino azzerò più di due terzi del suo valore rispetto ai massimi, nel corso di un anno.

Stando ai dati di Bloomberg Intelligence, nel mese di dicembre i flussi di capitali in uscita dalla Cina si sono attestati a $158,7 miliardi, riportando il secondo record su base mensile, dopo i $194,3 miliardi di settembre. Shanghai ha perso ben -22% dall’inizio del 2016. Inutile l’effetto People’s Bank of China, che ha iniettato 360 miliardi di yuan sui mercati monetari, al fine di aumentare la liquidità in vista delle festività del Capodanno cinese.

Quotazioni del petrolio virano in territorio positivo e riconquistano anche quota $32 al barile sul mercato inglese, trasportati dalle speranze di un accordo in seno all’Opec.

 

Sul valutario, l’euro fa dietronfront attestandosi sopra quota $1,08, mentre il rapporto dollaro/yen risale e supera JPY 118 circa.

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Laura Naka Antonelli 26 Gennaio 201610:21

A Piazza Affari il listino Ftse Mib rimane sotto pressione, ma dimezza le perdite, cedendo -0,68% a 18.514,41 punti. Di nuovo vendite sulle banche italiane, con Mps che cede oltre -4%, Bper -1,71%, BPM -0,59%, mentre è positivo Banco Popolare con +1,06%. Intesa SanPaolo -0,68%, Unicredit -0,21%, Ubi Banca +0,91%, Tra i titoli di altri settori Azimut Holding -2,64%, Cnh Industrial -2,11%, Eni -1,87%,  Saipem entra nelle contrattazioni con un calo di quasi -8%, mentre i diritti segnano un calo teorico superiore a -14%, non riuscendo a fare prezzo. 

Laura Naka Antonelli 26 Gennaio 201610:30

I titoli petroliferi e in generale del settore energetico sono anche oggi i più penalizzati in Europa, dopo che Goldman Sachs e HSBC hanno rivisto al ribasso i rating dei principali esponenti del settore, prevedendo nuove operazioni di ristrutturazione, nuove bancarotte e nuove svalutazioni. Amec Foster e Aker Solutions sono state riviste al ribasso a “hold”. Inoltre, al fine di riflettere la persistente volatilità dei prezzi del petrolio e alla luce dell’indebolimento dell’outlook sull’economia, Goldman Sachs ha tagliato i rating delle società energetiche europee del 4-5%. Di seguito, le vendite sul settore petrolifero.

Laura Naka Antonelli 26 Gennaio 201610:31

La correlazione tra la performance del petrolio e quella dell’azionario è al record dal 2013. 

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Laura Naka Antonelli 26 Gennaio 201610:34

 L’agenzia di rating Moody’s ha alzato di un gradino il rating di lungo termine sui depositi di Banca Popolare di Milano a Ba2 (da Ba3) e ha confermato l’outlook stabile. Moody’s ha inoltre confermato il rating del debito Senior Unsecured di lungo termine e l’Issuer rating a Ba3, pur rivendendone l’outlook da stabile a negativo. 

Laura Naka Antonelli 26 Gennaio 201610:35

Moody`s ha risolto la Review per Upgrade sul rating di lungo termine sui depositi del Banco Popolare iniziata il 29 ottobre 2015, alzandolo da Ba3 a Ba2 e ponendolo in outlook stabile.
Restano invariati tutti gli altri rating del gruppo.

Laura Naka Antonelli 26 Gennaio 201610:52

Moody`s, sulla base dei provvedimenti legislativi che recepiscono in Italia le indicazioni della Bank Recovery and Resolution Directive (Brrd), ha migliorato il rating a lungo termine sui depositi del Credito Emiliano -Credem- da Baa2 ad A3. L’outlook è stabile.
La nuova metodologia adottata da Moody`s – spiega una nota dell’istituto – comporta inoltre una revisione del rating delle emissioni di debito senior unsecured da Baa2 a Baa3.

Laura Naka Antonelli 26 Gennaio 201610:54

Focus sulla performance delle quotazioni dell’oro, che avanzano beneficiando dell’avversione al rischio degli investitori, che escono dagli asset considerati più rischiosi per decidere di tornare a posizionarsi sul bene rifugio per eccellenza.  Le quotazioni dell’oro sono in progresso +0,59%, a $1.114,42 l’oncia, vicine al record in tre mesi. 

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Laura Naka Antonelli 26 Gennaio 201612:30

Nervosismo sulla Borsa di Milano, con l’indice Ftse Mib che sale per poi tornare piatto e attestarsi appena al di sopra della parità, a 18.650,67 punti. BPM e BP (+4,97%) beneficiano della nota di Moody’s, Mps rimane sotto pressione con una perdita -4%. Oltre +3% FCA in attesa della pubblicazione del bilancio del 2015, peggior titolo rimane Saipem con un calo superiore a -9%, mentre i diritti non fanno ancora prezzo e riportano un tonfo di quasi -15%. Tra le altre banche molto bene anche Ubi Banca +4,15%, mentre Unicredit +1,77%, Intesa SanPaolo +0,23%.

Laura Naka Antonelli 26 Gennaio 201612:39

Il Tesoro italiano ha collocato 1,5 miliardi di euro di Ctz a 24 mesi (con scadenza agosto 2017) con un rendimento negativo, in ulteriore flessione rispetto all’asta precedente, che è scivolato al nuovo minimo storico, pari a -0,118%. Nell’ultimo collocamento i tassi si erano attestati a -0,109%. Molto buona la domanda, che ha superato anche i 3,3 miliardi, per un rapporto bid to cover a 2,2.

Laura Naka Antonelli 26 Gennaio 201612:43

Azionario europeo di nuovo sotto pressione, con l’indice benchmark Stoxx Europe 600 che ha perso fino a -1%, assistendo alla flessione di 520 titoli circa tra quelli scambiati. In primo piano la flessione dei titoli bancari italiani e dei produttori di petrolio e altre materie prime, dopo la notizia del boom di flussi di capitali in uscita dalla Cina. La correlazione tra le quotazioni di petrolio e l’azionario globale non è stata mai così alta dal 2013, In questo contesto, i titoli azionari sono ancora più vulnerabili nei confronti di qualsiasi sell off che possa colpire le materie prime. 

Laura Naka Antonelli 26 Gennaio 201612:46

Tra i titoli migliori in Europa, Siemens, che balza oltre +6% dopo aver rivisto al rialzo le stime sugli utili. Royal Philips NV +5% circa dopo la pubblicazione del bilancio del quarto trimestre, che ha battuto le previsioni degli analisti grazie alla crescita della divisione di attrezzature mediche. Male EasyJet dopo aver reso noto un fatturato deludente. Deutsche Post -5% circa dopo che Credit Suisse ha tagliato il rating sul titolo da “buy” a “sell”, motivando la decisione con la minaccia rappresentata dall’espansione di Amazon in Germania e dalle sfide rappresentate dai rapporti di cambio. 

Laura Naka Antonelli 26 Gennaio 201613:14

Recupero per i prezzi del petrolio, che azzerano le perdite e puntano verso l’alto. Il contratto WTI +0,43% a $30,47, mentre il Brent sale +0,62% a $30,69. Oro +0,37% a $1.111,95, 

Laura Naka Antonelli 26 Gennaio 201615:24

Rimane solida la performance del Ftse Mib, che beneficia del recupero dei titoli bancari, a parte MPS, che rimane sotto pressione con un calo -4,55%. Bper +3,95%, BPM +2,02%, BP oltre +5%, Intesa SanPaolo +2,50%, Ubi Banca oltre +7%, Unicredit +2,89%.  Molto bene anche FCA in attesa dei conti che arriveranno domani, che sale di quasi +5%. Saipem ancora venduta con -6,46%, i diritti non riescono a fare prezzo, con un tonfo teorico -14,76%. Piazza Affari è la migliore tra le principali borse europee. Londra piatta, Francoforte +0,24%, Parigi +0,28%. 

Laura Naka Antonelli 26 Gennaio 201615:25

In rialzo le quotazioni del petrolio, con il WTI Crude che sale +0,76% a $30,57 e il Brent +1,05% a $30,82. 

Daniele Chicca 26 Gennaio 201618:09

Il listino Ftse MIB ha chiuso in rialzo dell’1,51% a quota 18.923,85 punti. Tra le migliori performance di giornata si segnalano le popolari, Buzzi Unicem e FCA, favorita dal consensus positivo alla vigilia dei conti. Le stime sono in media per un risultato un filo superiore alle linee guida del gruppo, per una crescita degli ultili a doppia cifra nel 2015.
Tra gli altri mercati i contratti sul Brent hanno riconquistato i 32 dollari al barile con gli investitori che sperano che i paesi del cartello dei massimi esportatori mondiali finiscano per trovare un accordo per riequilibrare i livelli eccessivi di produzione di barili.

Daniele Chicca 26 Gennaio 201618:15

Il listino Ftse MIB ha chiuso in rialzo dell’1,51% a quota 18.923,85 punti. Tra le migliori performance di giornata si segnalano le popolari, Buzzi Unicem e FCA, favorita dal consensus positivo alla vigilia dei conti. Le stime sono in media per un risultato un filo superiore alle linee guida del gruppo, per una crescita degli ultili a doppia cifra nel 2015.

Tra gli altri mercati i contratti sul Brent hanno riconquistato i 32 dollari al barile con gli investitori che sperano che i paesi del cartello dei massimi esportatori mondiali di petrolio finiscano per trovare un accordo per riequilibrare i livelli eccessivi di produzione di barili.