Hi-tech: analisti convinti che si tratta di una bolla

13 Giugno 2017, di Daniele Chicca

Da qualche giorno su tutti i giornali si parla della paura che scoppi una bolla hi-tech come avvenuto negli Anni 2000. Quanto c’è di vero e quali sono i rischi reali che il mercato testimoni un rapido sgonfiamento dei prezzi? Anche se è ancora presto per assistere al remake della bolla dot com, alla luce dei livelli fino ai quali si sono spinti i prezzi di Borsa, forse sarebbe giunto il momento di fermarsi a esaminare la situazione, piuttosto che farsi travolgere ciecamente dall’entusiasmo di intascare guadagni facili.

L’esposizione verso l’azionario sta crescendo a dismisura, nonostante le turbolenze geopolitiche e le incertezze economiche. Bank of America Merrill Lynch ha preparato un grafico (vedi sotto) in cui si evidenzia come sia salito il numero di analisti e banche convinti che l’azionario, e in particolare il settore tecnologico, sia sopravvalutato nei mercati finanziari. Il numero dei gestori di fondi che ritiene che il mercato sia sopravvalutato ha per l’esattezza raggiunto i massimi assoluti.

Non tutti hanno parlato espressamente di bolla, ma addirittura c’è chi ha fatto notare che persino la Banca nazionale svizzera (SNB), ampiamente esposta al settore hi-tech americano, potrebbe avere iniziato ad alleggerire le sue posizioni ( che a fine marzo erano pari al 23,75% del totale dell’esposizione a Wall Street).

Si parla di tecnologici quando si fa riferimento all’azionario perché sono state le regine incontrastate degli ultimi rialzi di Borsa e anche per via del fatto che le posizioni lunghe più popolari tra i trader sono proprio quelle sul Nasdaq-100. Oggi l’azionario americano tenta di rimbalzare e chiudere in rialzo: sarebbe la prima volta in tre sedute.

Per spiegare l’importanza che il settore tecnologico ha per la Borsa Usa, Bloomberg ha osservato che se oggi il rally dei titoli tecnologici si dovesse materializzare, “i trader Usa tirerebbero un grosso sospiro di sollievo. Il settore ha infatti fatto da traino dei guadagni di Borsa e un selloff prolungato avrebbe rappresentato una minaccia maggiore alla fase di mercato rialzista ancora in corso”.

I titoli tecnologici Usa – e di riflesso quelli europei e asiatici – hanno pagato alcuni report negativi, in particolare quello di Goldman Sachs in cui si cita la formazione di una “bolla d’aria” nel comparto e quello di Mizuho Securities in cui il rating di Apple viene ridotto a Neutral per via dei prezzi di Borsa troppo elevati.

Oggi i mercati cercano di rifarsi dopo le ultime due sedute di cali che hanno visto il settore tecnologico cedere ampio terreno e i grandi colossi del settore, i cosiddetti FAANG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google) perdere alla Borsa Usa 126 miliardi di dollari di capitalizzazione complessiva.