Rumor: governo prepara prelievo forzoso?

19 Aprile 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Si fanno sempre più insistenti le voci secondo cui il governo stia preparando in gran segreto una manovra fiscale contro il patrimonio come quella di Giuliano Amato nel 1992. Il rischio di un prelievo forzoso è il grande timore di Maurizio Belpietro, che in un editoriale su Libero Quotidiano ha osservato come i 1.600 miliardi di euro di risparmi privati possano “fare gola” al governo. Un prelievo forzoso di questo tipo consentirebbe allo Stato di incrementare le entrate fiscali e ridurre il debito pubblico galoppante.

Come mai, si chiede il giornalista simpatizzante del centro destra, il premier Matteo Renzi e gli altri ministri non fanno nulla per alimentare le spese degli italiani, che in molti preferiscono invece lasciare il loro patrimonio sotto il materasso. Anche perché in un contesto di tassi negativi e di aspettative per un congelamento dell’inflazione non hanno alcuna fretta di investire.

“I soldi ci sono ma non vengono usati – scrive Belpietro – e ciò si riflette sull’economia reale, con le aziende che boccheggiano, i lavoratori che stanno peggio e moltissimi giovani che se ne stanno a casa”.

L’articolo cita gli ultimi dati a disposizione del Centro Studi Unimpresa sui risparmi dei cittadini italiani, che tra febbraio del 2015 e febbraio del 2016 sono cresciuti del 2,52%, pari a quasi 40 miliardi di euro in termini assoluti. Se la gente non spende e non consuma, non può nemmeno salire la domanda interna e di conseguenza il Pil. Belpietro parla di un “gatto che si morde la coda”.

Possibile, si chiede il quotidiano, che “il governo non abbia inteso mandare messaggi rasserenanti al risparmiatore, ma anzi lasci che ogni giorno funzionari alle sue dirette dipendenze avviino la giostra delle dichiarazioni fino a che famiglie e imprese non siano stordite. Possibile che a Palazzo Chigi nessuno si sia accorto che tutto ciò è controproducente?”

“La spiegazione a nostro parere può essere una sola e purtroppo niente affatto tranquillizzante”. Il riferimento è a una patrimoniale di anche il 10%, che poterebbe nelle casse statali 160 miliardi di risorse addizionali.

“Se il presidente del Consiglio e i suoi non intervengono per rasserenare gli italiani, ma anzi lasciano che per paura si accumulino depositi sui conti correnti, può essere dovuto al fatto che prima o poi intendono approfittarne”.

Il ragionamento del quotidiano vicino a Forza Italia è che dietro alla facciata degli interventi volti a ridurre la pressione fiscale e aumentare i redditi degli italiani si nasconda un piano di austerity impopolare. Se l’economia non si riprenderà “dopo aver indebitato il paese a forza di 80 euro e regalie varie, il governo metterà le mani in tasca agli italiani, colpendo proprio quella liquidità accantonata per paura”.