Riforma pensioni spingerà altri migliaia di greci in povertà

26 Aprile 2017, di Alessandra Caparello

ATENE (WSI) – Mentre il  Fondo monetario internazionale ha dichiarato che l’austerity nei paesi industrializzati è finita e ora si apre una nuova era di investimenti e crescita, in Grecia le cose non stanno esattamente così.

Il Fondo guidato da Christine Lagarde insieme ai creditori della Troika pretendono dal governo ellenico, guidato da Alexis Tspiras, il varo di nuove misure di austerity che potrebbero spingere ancora più nel baratro il popolo greco che riceverà il colpo di grazia con l’attuazione della riforma pensionistica del 2016.

In particolare l’applicazione della legge Katrougalos  spingerà gran parte del popolo greco alla povertà e decreterà la fine del sostentamento per le vedove in attesa della pensione di reversibilità. Secondo la legge infatti una vedova ha diritto a ricevere la pensione di reversibilità per il resto della sua vita se al momento del decesso del coniuge avesse almeno 55 anni. Se era al di sotto di tale limite di età, la pensione verrà elargita solo per tre anni e poi verrà interrotta fino a che il coniuge superstite non avrà raggiunto i 67 anni di età. In sostanza lo Stato si terrà in tasca tutti i contributi previdenziali pagati dal defunto. Deroghe alla legge sono previste per le vedove con figli minori, almeno finché non raggiungono il 18esimo anno di età e studenti finchè non compiano 14 anni. In tali casi il coniuge superstite riceve la pensione indipendentemente dall’età fino quando i figli studenti non hanno raggiunto la maggiore età.

Altri requisiti sono previsti in base all’età del defunto e agli anni di matrimonio. Così da una parte per avere la pensione di reversibilità, il coniuge deceduto deve aver maturato i requisiti per andare in pensione, completa o ridotta, mentre dall’altra la durata minima delle nozze passa dai 3 a anni. Deroghe sono previste quando il decesso è avvenuto a causa di un incidente, se durante il matrimonio è nato un bambino o se la vedova era incinta al momento del decesso.

Da qui l’interrogativo cruciale: in tempi di recessione e alta disoccupazione, in un paese senza rete di sicurezza sociale le vedove che hanno più di 50anni dovrebbero cercare un lavoro o altrimenti sprofondare nella povertà?