Riforma fiscale Usa in dirittura d’arrivo

14 Dicembre 2017, di Alberto Battaglia

Durante la sua campagna elettorale, Donald Trump aveva promesso ridurre l’imposta sui redditi delle società dal 35% al 15%: anche se il taglio è ridimensionato al 21%, i repubblicani hanno raggiunto l’accordo su quello che era uno degli impegni più attesi dal mercato. Quanto alle imposte sui redditi, la riforma è un regalo alla parte più benestante della popolazione, mentre la fascia più povera dei cittadini americani otterrà uno “sconto” di appena 50 dollari. L’idea di Trump è che multinazionali e milionari ridistribuiranno la ricchezza in America.

Il patto sul testo legislativo è stato sottoscritto dai presidenti di Camera e Senato e la riforma fiscale attende il voto finale la prossima settimana. Il pacchetto fiscale, però, comprende anche la riduzione delle aliquote per i redditi delle persone fisiche: la soglia massima applicata ai più ricchi scenderebbe dal 39,6% al 37%. Trump aveva promesso un taglio strabiliante al 25%, dimostrando anche in questo caso di aver esagerato in campagna elettorale. Nondimeno l’impegno, se passerà la legge, sarà rispettato nella sostanza. Il testo finale che sarà votato nel parlamento sarà presentato venerdì 15 dicembre.

Sotto il profilo della tassazione per le imprese l’attuale accordo annullerebbe la tassa minima alternativa aziendale, un sistema che comporta il calcolo di un importo dovuto alle autorità federali che viene effettivamente corrisposto solo se supera il livello raggiunto dalla tassa sui redditi delle società tradizionale. Tale tassa alternativa aziendale è volta a garantire che ciascuna società paghi almeno una certa quantità minima di tasse limitando o eliminando determinate detrazioni, crediti e altri elementi di agevolazione fiscale.

Di stampo conservatore anche il provvedimento che limiterebbe la popolare deduzione degli interessi ipotecari sui mutui per la casa di valore non superiore ai di 750.000 e di fornire ai proprietari di attività pass-through, quali le ditte individuali e le società di persone, con una detrazione del 20 per cento degli affari.

Si stima che l’impatto sui conti pubblici della riforma andrebbe ad accrescere di 1500 miliardi di dollari il debito pubblico nel giro di 10 anni; attualmente ammonta 20mila miliardi.