Repressione finanziaria in Canada, Bce ammette danni tassi negativi

22 Novembre 2016, di Daniele Chicca

Nel giorno in cui la Bce ha riconosciuto i danni recati alle banche dai tassi di interesse negativi imposti a oltranza in Eurozona, il Canada è iniziata una repressione finanziaria di quei risparmiatori stranieri che hanno depositato i loro soldi nello Stato nordamericano per scappare da Europa e Giappone, due regioni per l’appunto minacciate dai tassi sotto zero.

Almeno così sarà per i clienti della Bank of Montreal, che dal 22 dicembre dovranno pagare lo 0,75% di tassi sulle riserve in valuta straniera presenti nei loro depositi, fatta eccezione per il dollaro Usa. I correntisti possono in ogni modo bypassare questa repressione finanziaria ed evitare i tassi negativi imposti sul proprio conto corrente in Canada, trasferendo i fondi in conti offshore.

I clienti stranieri pagheranno per avere il privilegio di depositare soldi presso la banca canadese. L’interesse è calcolato su media giornaliera e verrà applicato a partire dal 23 gennaio, sulla base del periodo che va dal 22 dicembre al 21 gennaio.

L’istituto di credito si giustifica dicendo di essersi visto costretto a implementare una politica di tassi negativi sui clienti stranieri, perché gli interessi sotto terra in altre nazioni hanno costretto i clienti a depositare i loro patrimoni in banche canadesi come la Bank of Montreal, dove fino a ieri i tassi sui conti correnti non erano negativi.

Bce non comprerà titoli azionari

Intervenuto ieri al Parlamento europeo, Mario Draghi ha spiegato che i rischi per la stabilità finanziaria sono contenuti per il momento. Dopo aver ammesso che Deutsche Bank ha ragione quando si lamenta per l’impatto dei tassi negativi sulla redditività, Draghi ha sottolineato che la Bce resta comunque “impegnata nell’attuazione di politiche ultra accomodanti”.

Da sole le politiche, pur aggressive, di Draghi però non bastano. Secondo il presidente della banca centrale di Francoforte l’inflazione continuerà a salire e i governi sono chiamati ad accelerare il processo delle riforme strutturali per affrontare le nuove sfide. Come osserva anche Paolo Balice, presidente dell’AIAF, Associazione italiana degli analisti e consulenti finanziaria, vanno bene le riforme, ma bisogna mettersi alle spalle le politiche del rigore. Per ottenere una stabilità dei conti pubblici si deve passare dalla crescita economica.

“Credo sia ormai chiaro che i conti pubblici si aggiustano sul denominatore (PIL). E’ l’unica strada politicamente praticabile se non vogliamo una implosione del sistema”.

Il membro del direttivo della Bce Benoit Coeure ha osservato come l’istituto stia già facendo tanto per favorire la ripresa e come, al contrario del Giappone, la Bce non si spingerà fino ad acquistare titoli azionari. Comprare azioni “è in teoria possibile” ma la Bce è ancora lontana dall’arrivare a quel punto in cui “diventerebbe una necessità”, ha dichiarato Coeure a Monaco di Baviera.