Sudditi degli Stati Uniti? Putin gela Europa e Italia

17 Giugno 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Europa e dunque Italia sudditi dei voleri degli Stati Uniti. Vladimir Putin non lo dice chiaramente, ma il senso della sua ennesima critica è quello, riferendosi alla punizione sotto forma di sanzioni che l’Occidente ha deciso di imporre contro la Russia, per il suo ruolo nella crisi ucraina. Sanzioni di cui l’Europa non è stata mai del tutto convinta, tanto meno le aziende italiane che si sono ritrovate di colpo senza quei proventi che riuscivano a guadagnare con le esportazioni nel paese. E Putin, di questo, ne è perfettamente consapevole.

“Non vogliamo che gli Stati Uniti impartiscano lezioni, condizionando così le relazioni tra noi e l’Ue; anche perchè, fa notare, “le sanzioni hanno conseguenze di rimando che colpiscono l’Europa”, mentre “le controsanzioni russe hanno zero effetti su Washington, che dice all’Europa di avere pazienza. Ma perché l’Europa dovrebbe avere pazienza? Se lo vogliono va bene, magari il presidente Renzi che è qui potrebbe spiegarlo”.

E Renzi, tra l’incudine e il martello – o per i polemici con il piede in due scarpe -, risponde. “Noi abbiamo bisogno di considerare che la parola guerra fredda non può stare nel vocabolario del terzo millenio. E’ fuori dalla storia, fuori dalla realtà ed è inutile. Noi abbiamo bisogno che Ue e Russia tornino ad essere buoni vicini di casa. Russia ed Europa condividono gli stessi valori”.

Renzi e Putin parlano in occasione del Forum economico internazionale, in corso in queste ore a San Pietroburgo, in Russia. Ma non sono d’accordo su tutto. Non sul futuro dell’Europa condizionato pesantemente da una eventuale uscita di scena del Regno Unito, almeno.

Il premier tiene a precisare:

“Il mio Paese vuole rafforzare la sua presenza economica in Russia. E sarebbe felice che le sue tecnologie per l’agricoltura fossero applicate in Russia per rafforzare quel legame finché persiste il bando di Mosca sui cibi della Ue”. Sugli Usa, “sono un grande modello di democrazia da cui ho molto da imparare. Anche l’Italia lavorerà con chiunque sarà il prossimo presidente, personalmente preferirei dire chiunque sarà ‘la’ prossima presidente”, appoggiando chiaramente la candidata democratica Hillary Clinton.

Riferendosi allo spettro Brexit, Renzi ha detto di credere che il referendum UK del prossimo 23 giugno si concluderà con la vittoria del fronte “Remain”, ovvero di coloro che sono favorevoli a rimanere nell’Ue. Il presidente del Consiglio ha lanciato anche un avvertimento, affermando che se invece vincesse il fronte opposto – del “Leave – ci sarebbero tensioni sui mercati finanziari. Il concretizzarsi del Brexit, inoltre, rappresenterebbe un problema per tutti, ma soprattutto per il Regno Unito.

Così Renzi sulla Gran Bretagna:

“Se lascia è per sempre, non ci sarà un’andata e un ritorno. A farne le spese saranno i cittadini e i pensionati, anche se personalmente penso che vinceranno i ‘restare’ perchè gli inglesi sono più saggi e concreti di quanto pensiamo”. In ogni caso, ha detto Renzi parlando da San Pietroburgo, l’Ue deve ripensare al modo di riiniziare, o sarà finita.

Una dichiarazione che non è stata condivisa da Putin, che ha detto di non essere d’accordo con il premier italiano riguardo all’avvertimento secondo cui l’Ue rischierebbe la fine in assenza di riforme.

L’atmosfera generale appare amichevole, ma solo di facciata, visto che proprio qualche ora fa è arrivata la notizia della decisione dell’Ue di estendere le sanzioni contro la Russia per un anno, almeno fino alla metà del 2017, per l’annessione della Crimea. Bruxelles voterà inoltre la prossima settimana sulle sanzioni più ampie che sono state imposte alla Russia per il ruolo che ha avuto nel conflitto in Ucraina.

Prima di intervenire al forum economico, Renzi comunque aveva annunciato – a margine della visita del cantiere di Astaldi nella città di San Pietroburgo – che le aziende italiane firmeranno accordi “per oltre un miliardo di euro, nel rispetto degli accordi della comunità internazionale e del quadro sanzionatorio”. Renzi ha invitato l’Unione europea a cogliere “tutte le opportunità di dialogo” e “tutto ciò che ci unisce, più che ciò che ci divide”

Intanto, è chiaro il comunicato dell’Ue relativo all’estensione delle sanzioni:

“Il Consiglio europeo (degli Stati membri) ha esteso fino al 23 giugno del 2017 le misure restrittive adottate in risposta all’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Russia”.

Putin ha comunque ribadito che l’Europa “è il nostro grande vicino” e “il nostro partner commerciale chiave”, con “un enorme potenziale”. Sulle sanzioni europee ha tenuto a ricordare che “i gol non si tirano in una sola porta”. In definitiva:

“Noi non serbiamo rancori. Siamo pronti a fare un passo verso i nostri partner europei. Ma ciò non può avvenire solo in un’unica direzione”.