Rating Italia, oggi tocca a Standard&Poor’s: possibili scenari

24 Aprile 2020, di Mariangela Tessa

Dopo il Consiglio europeo che ha dato il via libera al piano di aiuti finanziari per sostenere l’economia del vecchio continente, questo pomeriggio è atteso il giudizio sul merito di credito dell’Italia da parte dell’agenzia di rating S&P’s, al momento ‘Bbb’, due tacche sopra il livello spazzatura.

La decisione di S&P segue quella di Fitch dello scorso 7 febbraio, che ha confermato la ‘tripla B’ con prospettiva negativa, mentre l’8 maggio toccherà a Dbrs e a Mooody’s.

La prima parte da una valutazione più alta (Bbb high) con prospettiva stabile, la seconda invece (Baa3) è più severa delle prime due e solo un gradino sopra il livello ‘spazzatura’.

In attesa del giudizio di S&P’s, un’iniezione di ottimismo è arrivata ieri dall’agenzia Moody’s Investors, che in un report sull’Italia, sostiene che, nonostante l’impennata del debito, l’affidabilità creditizia del nostro paese dovrebbe restate inalterata, data la natura temporanea della recessione e i bassi costi di finanziamento.

Le attese degli analisti

Torniamo a Standard & Poor’s. Nell’ottobre del 2018, l’agenzia di rating aveva modificato in negativo la prospettiva per il Paese. Il giudizio attuale è di due tacche sopra il livello ‘spazzatura’. A fine marzo gli analisti di S&P avevano detto di non vedere un immediato bisogno di “aggiustare” il rating, ma la situazione si è successivamente deteriorata ulteriormente, quindi tutte le ipotesi sono in campo.

Secondo gli analisti di Unicredit è tuttavia difficile che la bocciatura possa avvenire oggi.

 “Quando S&P tagliò la prospettiva in ottobre – spiegano gli analisti di Unicredit – il Governo italiano aveva adottato misure che avevano sostanzialmente aumentato l’incertezza politica”. Da allora l’agenzia di rating ha due anni di tempo per procedere con l’eventuale taglio, ma “la nostra idea – spiegano gli analisti – è che non ci sarà nessun taglio”.

Sulla stessa linea Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia,

“la decisione di stasera in altre condizioni avrebbe portato a nostro avviso a conseguenze molto forti sulle piazze finanziarie italiane. Tenendo conto delle recenti decisioni della BCE (allargamento ai junk bond con rating superiore al BB- per l’uso come collaterale nelle operazioni di rifinanziamento del settore bancario europeo) la decisione di S&P’s avrà, a nostro avviso,  effetti molto limitati proprio grazie allo scudo protettivo della BCE. Riteniamo che l’agenzia S&P’s non porterà il rating dell’Italia a livello spazzatura. Al massimo abbasserà la valutazione da BBB a BBB-, uno scalino al di sopra del grado “junk”. Tuttavia pensiamo che lo scenario più probabile sia una conferma del giudizio attuale”.

L’esperto delinea tre possibili scenari legati a questa decisione:

Scenario A

S&P’s lascia rating a BBB confermando outlook negativo

In tale scenario crediamo che si possa assistere ad un allentamento delle tensioni sul mercato obbligazionario, con uno spread btp/bund in flessione verso i 225 punti base.

Scenario B

S&P’s taglia di un notch il rating a BBB-

Lo spread in questo caso potrebbe oscillare sui valori attorno a 250-270 punti base.

Scenario C

S&P’s taglia di 2 o più scalini il rating sul debito italiano portandolo ad essere “spazzatura”

In questo scenario potremmo assistere a una reazione negativa dei mercati, ma sempre limitata in virtù dello scudo della BCE. Tuttavia lo spread potrebbe salire nel range 275-300 punti base.