Premio Nobel: “Automazione interrompe crescita salari”

9 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – L’automazione mantiene bassi i salari. Ne è convinto il premio Nobel Christopher Pissarides, professore della London School of Economics secondo cui è difficile per i lavoratori di fascia bassa vedere aumentare il loro reddito, dato che la tecnologia non li ha aiutati a svolgere meglio il loro lavoro.

La modesta crescita dei salari in un’economia in espansione e il calo della disoccupazione hanno perplesso molti, ma per il professor Pissarides la spiegazione a questo fenomeno è una sola: l’automazione.  Secondo Christopher Pissarides la tecnologia ha aiutato alcuni segmenti della forza lavoro a svolgere meglio il loro lavoro e successivamente ad aumentare i loro redditi. Ma la tecnologia non ha avuto lo stesso impatto sui lavoratori di fascia bassa, i cui stipendi non sono cresciuti molto.

“Vedete imprenditori di successo diventare ricchi, per esempio, mentre nella fascia bassa, l’informatizzazione e la robotica non fanno nulla per i lavoratori della fascia bassa, come i bidelli e gli addetti alle pulizie”.

Così Pissarides, premio Nobel 2010 per le scienze economiche, parlando alla Greater China Conference di Shanghai.

Le principali banche centrali, come la Federal Reserve e la Bank of Japan, stanno puntando a un obiettivo di inflazione del 2%, apparso irraggiungibile in quanto la crescita salariale non ha raggiunto un economia più forte e un mercato del lavoro migliore. Secondo Pissarides i banchieri centrali dovrebbero ripensare il loro obiettivo di inflazione e fissarne di nuovi che meglio si adattano alle circostanze nei loro rispettivi paesi. C’ è poco che i banchieri centrali possono fare, tuttavia, per frenare la disuguaglianza salariale, ha sostenuto il premio Nobel.

“I governi, tuttavia, dovrebbero sostenere gli sforzi per riqualificare e migliorare le competenze dei lavoratori nella fascia bassa. Questo perché le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, inevitabilmente sostituirebbero alcuni posti di lavoro, e i lavoratori senza occupazione  devono essere in grado di adattarsi ai nuovi posti di lavoro che verranno creati in seguito”.

Con i salari stagnanti rispetto a crescita economica e mercato del lavoro, l'obiettivo per un'inflazione del 2% sembra inavvicinabile