Powell (FED): “Pil Usa potrebbe scendere fino a -30%. Ma non ci sarà una seconda Grande Depressione”

18 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

La pandemia di coronavirus potrebbe travolgere l’economia Usa, fino a causare un crollo del Pil del 30% nel corso del secondo trimestre. Sono le stime a tinte fosche quelle del numero uno della Federal Reserve, Jerome Powell, che tuttavia esclude che non sarà come la Grande Depressione degli anni ’30. E questo “grazie a una economia forte prima della crisi e delle banche solide”.

Per la ripresa – ha spiegato il numero uno della Fed in un’intervista all’un’intervista a ‘60 Minutes’ sull’emittente televisiva statunitense Cbs– bisognerà attendere fino alla fine del 2021, anche se non si hanno ancora elementi per stabilirlo.

“Anche se ci sarà un rimbalzo nella seconda metà dell’anno, senza un vaccino per il coronavirus la piena ripresa dell’economia americana non potrà avvenire. Affinché l’economia si riprenda completamente, la gente dovrà essere pienamente fiduciosa e questo potrebbe dover attendere l’arrivo di un vaccino  – Ci vorrà un po’ di tempo per tornare. Potrebbe durare fino alla fine del prossimo anno. Non lo sappiamo proprio”.

Parlando della “cura” da somministrare all’economia a stelle e strisce, escluso per ora il ricorso a tassi negativi.

“Continuo a pensare, e i miei colleghi del Federal Open Market Committee continuano a pensare, che i tassi di interesse negativi non siano probabilmente una politica appropriata o utile per noi qui in Usa”, ha affermato Powell, senza mai citare il presidente Donald Trump che più volte ha evocato il ricorso a tassi sotto zero.
“Ci sono molte persone che pensano che tassi di interessi negativi siano una buona politica ma non la pensiamo così alla Federal Reserve. C’è molto di più che possiamo fare. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo ma non siamo a corto di munizioni nel lungo raggio”.

Secondo il Presidente della Banca Centrale americana, il Congresso potrebbe essere presto costretto ad approvare nuovi fondi per affrontare la crisi da Coronavirus che si andrebbero ad aggiungere 3mila miliardi già stanziati.