La Fed dice no ai tassi negativi. Ma per Goldman Sachs potrebbe cambiare idea

14 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

La Fed potrebbe cambiare idea sui tassi negativi, per ora considerati un’opzione da tenere alla porta. Ne sono convinti gli analisti di Goldman Sachs che non escludono un cambio di prospettiva da parte della banca centrale Usa, in linea con quanto fatto dalla Banca d’Inghilterra.

Ieri il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, durante un intervento via internet in un evento organizzato dal Peterson Institute for International Economica, ha spiegato che il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa al momento non sta prendendo in considerazione l’idea di adottare tassi di interesse negativi sia per l’incertezza sulla loro efficacia sia per il  loro effetto negativo sulla redditività delle banche.

Cosa potrebbe far cambiare idea all’istituto di Washington?

“Se l’economia Usa dovesse subire una battuta d’arresto per una seconda ondata di infezioni, la ripresa andrebbe fuori rotta. E, a quel punto,  la possibilità di una serie di azioni aggiuntive non sarebbero da escludere” ha spiegato alla CNBC, Zach Pandl, strategist della banca Usa. Tuttavia, “anche in presenza di uno scenario del genere, penso che la politica fiscale sarebbe il primo passo. Non credo che tagliare i tassi in territorio negativo sarebbe potenzialmente molto utile ”

Sono numerosi gli analisti che dubitano sull’efficacia di tale politica, prendendo a sostegno delle loro convinzioni l’esperienza di alcuni paesi europei e del Giappone, che hanno faticato per tornare a crescere, dopo aver adottato tassi negativi per anni.

Sempre sullo stesso tema, anche il Governatore della Boj, Haruhiko Kuroda, ha detto oggi di non ritenere necessario, per ora, accentuare la politica monetaria di tassi negativi per aiutare le imprese a fronteggiare l’emergenza Covid.

Rispetto all’attuale livello di -0,1% c’è ancora un “sostanziale spazio di manovra” per ulteriori tagli, ha sottolineato Kuroda, ma al momento non serve. La Boj prevede per l’anno fiscale in corso una caduta dei prezzi, che però dovrebbe essere temporanea: “Non ci aspettiamo che l’economia del Giappone sia intrappolata nella deflazione”.