Politica italiana: la disgrazia dei cespugli

18 Maggio 2017, di Giovanni Falcone

“Mdp deve esistere se no è in pericolo la Democrazia – Cit. Pierluigi BERSANI”

Nel mentre tutte le forze politiche nazionali si stanno arrovellando per trovare una soluzione all’esigenza di trovare una “legge elettorale” sulle ceneri dell’Italicum, parzialmente bocciato dalla Corte costituzionale nel gennaio u.s., coniugando “rappresentanza & governabilità”, i vecchi statisti che poco o nulla hanno combinato per questo Paese, si fanno sentire, rivendicando l’importanza della loro presenza  per la nostra democrazia.

Al peggio non c’è mai fine, verrebbe da dire.

Gente che non ha mai combinato niente quando dirigeva partiti od organizzazioni politiche con una forza del 30% nel panorama nazionale, pensa oggi, al contrario, di dare un eccezionale contributo alla democrazia con una forza da prefisso telefonico.

Mistero italiano.

L’impressione che personalmente traggo da questi atteggiamenti è che rivendicazioni di tal fatta, mirino più alla necessità di assicurare le terga alle poltrone che al futuro del Paese.

Se guardiamo nell’orto del Centro sinistra troviamo una serie di cespugli che si fa addirittura fatica a ricordare, a cominciare dalla nuova articolazione nata sulle poesie di vendoliana memoria (Sinistra, Ecologia e Libertà) oggi confluiti con Sinistra italiana (S.I.), poi abbiamo la nuova formazione degli scissionisti del PD Articolo 1 – del quale fa parte l’On.le Bersani – per continuare con il Campo progressista di Giuliano PISAPIA e finire alla formazione “Possibile” di Pippo CIVATI, scusandomi ovviamente per qualche altro cespuglio che mi è sfuggito.

Nessuno di questi statisti pensa di imitare regole elettorali più virtuose esistenti in altri Paesi – pensiamo alla Germania dove la soglia minima di sbarramento per assicurare la rappresentanza in Parlamento è del 5%.

Anche questa, se giammai diventasse realtà anche nel nostro agire politico sarebbe un modo per semplificare il sistema ed invertire quel trend negativo di ingovernabilità che il nostro sventurato Paese conosce ahimè, troppo bene: 65 Governi in 70 anni di storia Repubblicana.

Tutti sono arroccati a difendere i rispettivi privilegi, facendo passare per “rappresentanza” quello che invece è conservazione del potere fine a se stesso e che in passato, non ha mai assicurato la vita di una legislatura e quando, quelle poche volte che è capitato, nessuna riforma è stata realizzata tirando a campare, vivendo per inerzia senza mai pensare al futuro e oggi i risultati li vediamo.

In confronto al resto dell’Europa l’Italia cresce poco, siamo gli ultimi nelle graduatorie europee e internazionali dell’efficienza nella Pubblica amministrazione, nella lotta alla corruzione, nella lotta all’evasione fiscale e mi fermo qua per carità di patria.

La domanda che mi faccio come riflessione a voce alta: possiamo continuare di questo passo con la soglia al 3% o sarebbe il caso di semplificare il sistema cominciando a cancellare i tanti cespugli in circolazione aumentando la soglia di sbarramento come quella tedesca al 5%?

Vogliamo rispondere all’On.le Bersani che la democrazia è un’altra cosa?

Grazie