Reddito minimo: 320 euro al mese per un milione di poveri

1 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Un reddito minimo di circa 320 euro al mese è questo il nuovo sussidio a cui starebbe pensando il ministro del lavoro, Giuliano Poletti che lo espone a grandi linee nel corso di un’intervista al quotidiano Repubblica. Un cambiamento epocale visto che a livello europeo l’unico paese a non aver un reddito minimo, insieme alla Grecia, è proprio l’Italia.

“È un cambiamento radicale perché nel nostro Paese non c’è mai stato un istituto unico nazionale a carattere universale per sostenere le persone in condizione di povertà. Vogliamo dare a tutti la possibilità di vivere dignitosamente. È una riforma che vale almeno quanto il Jobs act“.

Ma non sarà concepito come un mero assegno da 320 al mese che porta con sé il rischio di essere elargito a chi non ne ha realmente bisogno, ma il reddito minimo sarà inserito all’interno di un percorso, un piano di inclusione sociale.

“Chi riceverà l’assegno dovrà impegnarsi contestualmente, come già accade nelle città che stanno sperimentando il sostegno per l‘inclusione attiva, a mandare i figli a scuola e ad accettare possibilità di lavoro. Pensiamo a un coinvolgimento anche delle associazioni del volontariato”.

Con l’occasione il ministro parla anche di pensioni, sottolineando l’impegno del governo alla discussione sul capitolo flessibilità in uscita. “Manteniamo questo impegno” – ha detto Poletti – “Ma nel merito parleremo solo quando avremo proposte precise”.

Infine un accesso al cosiddetto “lavoro agile” e alla domanda se conoscesse il numero esatto di persone che saranno coinvolte nel lavoro svolto da casa, il ministro risponde così:

“Non abbiamo stime e non so se ce ne siano. So che i cambiamenti tecnologici sono molto più veloci dei cambianti sociali. E penso anche che le innovazioni tecnologiche possono da una parte bruciare posti di lavoro, ma dall’altra renderci più liberi nel lavoro. È un mix che il legislatore non può ignorare”.

E se non ci sono al momento ipotesi di introduzione di sgravi fiscali per incentivare il lavoro da casa il ministro Poletti conferma però l’estensione dell’assicurazione Inail – “un tempo legata alla fabbrica o all’ufficio – ora si estenderà alle attività svolte da casa con il tablet”.