PIMCO: una chance su tre di recessione in Usa

16 Maggio 2019, di Daniele Chicca

Nonostante i dati macro positivi, gli Stati Uniti hanno tuttora una probabilità su tre di finire in una recessione economica. Sono le previsioni di Joachim Fels, Global Economic Advisor di PIMCO. Le possibilità sono le più alte dell’ultima fase rialzista dei mercati a inizio 2019 ma sono più basse di quanto non fossero nel quarto trimestre .

In quel periodo erano più elevate a causa del previsto ciclo di rialzi del costo del denaro da parte della Federal Reserve. Da allora però Jerome Powell e il board del FOMC, il braccio di politica monetaria della banca centrale Usa, hanno cambiato i loro piani e messo in stand-by il programma per un rientro alla normalità.

Secondo Fels la crescita economica sta rallentando, ma questo non significa che la recessione si materializzerà. La recessione degli utili societari è invece molto più probabile. “Le vendite stanno calando e la compressione dei margini di profitto è il rischio principale per le Borse secondo quanto enunciato da Fels in una video intervista sull’outlook ciclico di economia e mercati.

Principale rischio: compressione margini di profitto aziendali

Quanto alle prospettive di mercato, le Borse hanno ancora spazio per registrare altri incrementi. Tuttavia saranno più timidi di quelli del primo trimestre. Secondo gli esperti della società di gestione del principale fondo obbligazionario al mondo, i rialzi non saranno tanto intensi quanto quelli di inizio 2019: così almeno dice il CIO di PIMCO per l’area americana.

Alla luce del restringimento degli spread spread creditizi e della scarsa convenienza dei titoli quotati (con basse prospettive magre di espansione dei rapporti tra prezzo di Borsa e stime sugli utili P/E), Scott A. Mather, Chief Investment Officer delle strategie di fondo (‘core‘) negli Stati Uniti del gruppo, dice che “c’è da aspettarsi ritorni da investimento più normali” sui mercati.

Insomma, si sbaglia chi si illude di vedere ancora gli stessi risultati del primo trimestre – che ha visto alcune piazze azionarie come la Borsa di Milano aumentare i valori di più del 15%. Detto questo, gran parte dei possibili sviluppi politici e geopoliticisviluppi politici e geopolitici sono grossomodo scontati nei prezzi di Borsa, secondo Mather. In mancanza di shock esterni negativi, le performance saranno dunque comunque buone per l’azionario.