Pimco: aziende devono essere più attente agli Obiettivi di sostenibilità

26 Febbraio 2020, di Mariangela Tessa

Malgrado l’attenzione agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) sia ampiamente diffusa fra le aziende, non sono ancora molte quelle che hanno fissato target quantitativi, il che indica che alcune di loro incontrano difficoltà nel tradurre in pratica le buone intenzioni.

È quanto emerge da un’analisi condotta da PIMCO, che di recente ha realizzato uno studio qualitativo delle informative aziendali sugli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU (Sustainable Development Goals o SDG) analizzando i report di oltre 240 emittenti finanziari e non finanziari.

Entrando nel dettaglio dello studio, quello che emerge è:

  • aziende sono attente agli obiettivi SDG: il 63% li include nei loro report e il 39% di esse associa le proprie attività aziendali a obiettivi specifici.
  • malgrado l’elevata attenzione per questi obiettivi, solo il 19% delle aziende che li includono nei loro report fissa target quantitativi per il raggiungimento di tali obiettivi, a dimostrazione che molte di loro incontrano difficoltà nel tradurre in pratica le buone intenzioni.

Secondo gli esperti di Pimco:

“Ora più che mai è importante per gli investitori poter disporre di una serie di indicatori standard di misurazione della performance in materia di sostenibilità per poter confrontare il contributo delle varie aziende al raggiungimento degli obiettivi SDG. È tuttavia incoraggiante sapere che esistono linee guida che indicano agli emittenti come allineare le misurazioni alle esigenze degli investitori.
Gli emittenti possono migliorare le pratiche di reporting concentrandosi su come applicare al meglio le proprie capacità per il conseguimento degli SDG. È meglio individuare gli SDG più rilevanti per l’azienda piuttosto che pubblicare informative generiche su tutti gli obiettivi. Infine, un reporting in linea con le migliori pratiche dovrebbe prevedere target per il raggiungimento degli obiettivi entro il 2030 a dimostrazione che l’azienda prende sul serio gli SDG. Non si tratta di fissare target particolarmente gravosi in quanto si può partire dai dati sulla sostenibilità di cui già si dispone.

Che cosa sono gli SDG

Gli SDG fanno parte di Agenda 2030, il programma d’azione per lo sviluppo sostenibile dell’ONU che comprende 17 obiettivi e 169 target da raggiungere entro il 2030, un appello universale a realizzare cambiamento positivo che è stato sottoscritto da tutti i 193 paesi membri delle Nazioni Unite nel 2015.

Gli SDG sono stati adottati per la prima volta nel 2015 e la loro attrattiva risiede nell’armonizzazione di tre aspetti – inclusione sociale, tutela ambientale e crescita economica – che forniscono un quadro di riferimento internazionale per lo sviluppo sostenibile. Si tratta di obiettivi ambiziosi che mirano a sconfiggere la povertà e la fame, combattere il degrado ambientale e promuovere una rigorosa vigilanza su temi quali la corruzione.

La Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) ha stimato che per il raggiungimento degli obiettivi siano necessari investimenti annui compresi tra i 5.000 e i 7.000 miliardi di Dollari nel periodo 2015-2030; date le risorse limitate di governi, agenzie internazionali e organizzazioni civili, il capitale privato svolgerà un ruolo essenziale per il conseguimento di tali traguardi.

“Malgrado l’aumento delle pressioni sugli emittenti aziendali affinché contribuiscano agli SDG, riteniamo che il progresso complessivamente riscontrato nel settore privato sia insufficiente a garantire l’attuazione dell’Agenda 2030. Molti investitori desiderano allocare maggiore capitale nelle aziende più allineate con gli SDG, ma gli attuali livelli di informativa rendono difficile mettere in pratica tali intenzioni.
Una delle principali difficoltà riguarda l’individuazione e lo sviluppo di parametri adeguati e raffrontabili che consentano agli investitori di valutare l’impatto delle loro decisioni di allocazione di capitale, dal momento che molti schemi di riferimento per il reporting SDG concepiti per colmare il divario tra ambizioni e attuazione si trovano ancora in uno stadio iniziale di sviluppo” dicono da Pimco.

Comunicazione da migliorare

Alla luce della crescente importanza degli obiettivi di SDG, PIMCO sottolinea l’importanza di un miglioramento della comunicazione. “La maggior parte delle aziende che fanno riferimento agli SDG nei loro report pongono l’enfasi sul loro contributo positivo. Sebbene sia importante rendere note le iniziative in atto che promuovono il cambiamento positivo, in qualità di investitori apprezzeremmo anche maggiori dettagli e dati quantitativi su:

  • Strategie aziendali legate agli SDG: suggeriamo agli emittenti di mettere in relazione il contributo SDG con il valore finanziario di lungo termine per l’azienda. Si tratta di vedere come l’azienda può impiegare al meglio le proprie abilità e capacità, oltre a prodotti e soluzioni, per contribuire al raggiungimento degli obiettivi. Esistono strumenti e risorse specifici per i vari settori che possono essere d’aiuto a tal fine.
  • SDG che hanno il potenziale per ottenere il maggiore impatto: le aziende dovrebbero dare la priorità agli obiettivi SDG più rilevanti per la loro attività e quelli rispetto ai quali possono realizzare il maggiore impatto sociale. La valutazione dei rischi per le persone e l’ambiente va condotta lungo l’intera catena di valore dell’azienda per esser certi dell’impatto sociale e ambientale positivo.
  • Target da raggiungere entro il 2030: i target dimostrano la serietà dell’impegno dell’azienda a ottimizzare le strategie per creare valore finanziario, ambientale e sociale.
    E’ una prassi comune partire dai dati che già si raccolgono per poi ampliarli successivamente”.

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