Pil: Eurozona torna sui livelli pre-crisi

29 Aprile 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Con sei anni di ritardo rispetto agli Stati Uniti e tre sul Regno Unito, l’area euro è finalmente tornata sui livelli pre-crisi finanziaria in termini di Pil reale. Dal crac di Lehman sono passati quasi otto anni. I dati hanno sorpreso in positivo tanti analisti. Tra questi l’economista di ING Bert Colijn, il quale ha sottolineato che mentre la crescita è raddoppiata nell’area euro, Usa e Regno Unito hanno fatto fatica per via tra le altre cose del rafforzamento del dollaro e del pericolo Brexit.

L’economia spagnola è cresciuta più del previsto e quella francese ha anch’essa sorpreso in positivo. Vista anche l’incertezza politica in Spagna, i dati positivi arrivano in un momento quanto mai propizio. I Pil della seconda e quarta forza economica dell’area euro hanno superato le aspettative degli analisti, contribuendo a un risultato generale positivo per il blocco a 19.

Il problema viene semmai dal rallentamento del paese in teoria trascinatore della crescita, la Germania, e dal fronte dell’inflazione. I prezzi al consumo sono infatti scesi più del previsto in aprile, a causa dell’ennesima caduta dei prezzi del petrolio e quindi dei costi energetici. Su base annuale l’indice dei prezzi al consumo è sceso del -0,2% dopo la variazione nulla di marzo. Le attese erano per una contrazione più contenuta, del -0,1%. Sono valori lontanissimi dal target della Bce del 2%.

Nel primo trimestre la crescita del Pil in tutta l’Eurozona si è posizionata a quota 1,6% – dato annualizzato – un valore stabile rispetto allo scorso trimestre, ma al di sopra delle attese che erano ferme a +1,4%. Su base trimestrale invece il dato è cresciuto dello 0,6%, un netto miglioramento rispetto al precedente +0,3% e sopra le stime che erano in media per un risultato di +0,4%.

I dati sono destagionalizzati. Nel quarto trimestre del 2015, il Pil era aumentato dello 0,3% nell’Eurozona e dello 0,5% nell’Ue a 28. Nell’Ue l’espansione è stata dell’1,7% rispetto al dato dello stesso periodo nel 2015, mentre nel quarto trimestre dell’anno scorso il Pil è aumentato dell’1,8%, sempre in confronto al medesimo periodo dell’anno prima.

La stima flash in Spagna ha mostrato un’espansione dell’attività economica del +0,8%, più dello 0,7% atteso e in linea con le cifre pubblicate nell’ultimo trimestre del 2015. Anche su base annuale la variazione è stata più positiva delle aspettative: +3,4% contro il +3,2% previsto. I tre mesi precedenti avevano fatto segnare un +3,5% rispetto all’analogo periodo dell’anno prima.

Francesi tornano a spendere e Pil ne giova

L’economia in Francia, secondo l’istituto nazionale francese dell’INSEE, ha registrato un incremento dello 0,5% dopo il +0,3% del quarto trimestre 2015, facendo meglio delle previsioni degli analisti che, interpellati dal Wall Street Journal, avevano previsto in media una crescita dello 0,4% a inizio anno.

“La crescita solida è sempre in corso” – ha detto il ministro delle Finanze francese Michel Sapin. Dopo una pausa alla fine del 2015, Ia spesa dei consumatori francesi è tornata a crescere così come gli investimenti delle imprese.

I dati mostrano come il Pil è in espansione per il terzo trimestre consecutivo e confermano così quanto detto dal presidente François Hollande secondo cui la situazione economica della Francia sta migliorando dopo anni di quasi stagnazione, cercando così di recuperare consensi prima delle elezioni.

In Italia intanto Confcommercio denuncia una situazione drammatica negli anni della crisi: dal 2008 al 2014 la terza economica dell’Eurozona ha infatti perso per strada, secondo i calcoli dell’associazione, il 13%. Con la cris

Anche per i consumi la crisi finanziaria è stata particolarmente profonda con un calo medio annuo dell’1,7% delle spese pro capite a fronte di una crescita quasi ininterrotta del 4,3% medio annuo dal 1946 al 2007.