Petrolio in recupero dopo ottimismo di Trump su accordo russo-saudita

2 Aprile 2020, di Alberto Battaglia

Il prezzo del petrolio è in netto rialzo oggi, 2 aprile, con il Brent che aggiunge il 9,26% a 27,03 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate cresce del 9,21% a 22,18 dollari. A propiziare il rimbalzo, in un contesto nel quale la domanda di greggio è destinata a rimanere depressa, sono le speranze che l’Arabia Saudita e la Russia possano raggiungere in tempi ragionevoli un nuovo accordo che regoli la produzione che sostenga nuovamente i prezzi.
A manifestare questa aspettativa è stato il presidente americano Donald Trump, il quale ha dichiarato di aspettarsi presto un accordo fra i due Paesi produttori. Trump ha detto di aver sentito recentemente i leader sia della Russia sia dell’Arabia Saudita ricavandone l’impressione che un patto fra I due Paesi potrebbe essere raggiunto nel giro di “giorni”.
Il presidente russo, Vladimir Putin, da parte sua ha invocato una soluzione per risolvere un contesto di mercato “sfidante”, ha affermato mercoledì.

La fotografia degli analisti

Secondo S&P Global Platts nel secondo trimestre dell’anno la sovraproduzione di petrolio sarà di 15 milioni di barili al giorno, indicando che per riequilibrare I prezzi sarebbe necessario un importante sforzo.

Nel frattempo mercoledì 1 aprile la produzione saudita ha raggiunto il record di 12 milioni di barili, nonostante il contesto tutt’altro che favorevole in termini di domanda di greggio, dato il blocco dell’attività economica dovuto alla crisi coronavirus. “E’ un chiaro segno che I sauditi nono sono pronti a interrompere la guerra dei prezzi”, ha commentato una nota di ING datata giovedì 2 aprile.

Sul fronte della domanda, poi, nulla fa pensare a una possibile ripresa nei prossimi mesi, ha scritto in una nota Ben Jones, multi-asset class strategist di State Street Global Markets:

“S­econdo le nostre stime, nel mondo vengono consumati 20 milioni di barili di petrolio in meno al giorno, senza alcun segno di miglioramento imminente della domanda. Circa il 50% del consumo globale di petrolio viene utilizzato per i trasporti in auto (benzina), il trasporto aereo (cherosene), i settori marittimo e ferroviari. Guardando le immagini delle strade deserte di Londra, New York e altre grandi città del mondo, è ovvio che nel 2020 saranno percorsi molti meno chilometri”.