Pensioni: livelli allarmanti per costi previdenza, ora al 17% del Pil

28 Settembre 2020, di Mariangela Tessa

Mentre sta per ripartire il confronto sindacati – governo sulla riforma delle pensioni, dalla Ragioneria dello Stato arrivano dati allarmanti sulla tenuta del sistema previdenziale italiano. Complice la forte recessione causata dalla pandemia,  quest’anno, la spesa pensionistica si attesterà intorno al al 17% del PIL, record di sempre.
Un dato su cui pesa anche l’effetto delle nuove misure introdotte lo scorso anno, in particolare Quota 100.

Pensioni, cresce il peso sui conti dello stato

Dai dati, anticipati dal Sole 24 Ore, emerge inoltre che la spesa pensionistica resterà superiore al 16% fino al 2042, per poi invertire rotta e scendere sotto questa soglia nel 2050 ed arrivare attorno al 13% nel 2070, con il venir meno delle pensioni concesse negli anni ’80.

Uno scenario nettamente più grigio rispetto alle stime passate, quando si prendeva il raggiungimento di un picco nel 2025 e poi una progressiva discesa, aggravato anche dalla crisi finanziaria del 2008 e dalla pandemia di coronavirus.

“Al posto della famosa “gobba”, una volta attesa dal 2025 in poi, ora abbiamo un “plateau” lungo perlomeno trent’anni, secondo il nuovo scenario nazionale base, che prevede una crescita del Pil in termini reali dell’1,1 annuo per l’intero periodo di stima.
A cambiare, in peggio, queste traiettorie ci avevano già pensato la doppia recessione che ha colpito l’economia nazionale tra il 2008 e il 2013, portando la spesa di 2,5 punti sopra i livelli del 2007. Dati che faranno da sfondo al prossimo round tra governo e sindacati sugli interventi da adottare dal 2022 per il “dopo-Quota 100” si legge sul Sole 24 Ore.

A proposito del confronto governo-sindacati, l’incontro originariamente in calendario il 25 settembre è stato rimandato in extremis a causa della quarantena della ministra del Lavoro Nunzia Catalfo e di altri membri del ministero

Le analisi della Ragioneria generale dello Stato quantificano inoltre anche gli effetti dell’eventuale mantenimento, a regime, di Quota 100 ed anche del “congelamento” del requisito dei pensionamenti con la sola anzianità contributiva a 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne).
Le proiezioni indicano che con il mantenimento delle due misure l’impatto sulla spesa sarebbe di 10,8 punti di PIL.