PD: “Katainen ci dà dei bugiardi, ma con lui spesa esplose in Finlandia”

16 Novembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – La situazione italiana non migliora e gli italiani dovrebbero sapere qual è il vero stato delle cose. Così qualche giorno fa Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione Ue, a cui oggi risponde dalle pagine de Il Corriere della Sera Yoram Gutgeld, commissario alla Spending review e deputato Pd.

“C’è un limite a tutto. L’interazione con la Commissione è una liturgia, può piacere o no ma è normale. A volte è utile, altre meno, comunque è inevitabile. Ma il tono del vicepresidente è inaccettabile (…) Un conto è discutere la legge di Bilancio. Ma dire che l’Italia non sta migliorando e insinuare che la politica italiana stia nascondendo i fatti è questione di tono, fatti e credibilità di chi lo dice”.

Gutgeld non ci sta e attacca le parole di Katainen, giudicate offensive e ricorda come lo stesso numero due della Commissione, quando era premier in Finlandia fece salire il debito del paese.

“Quando è stato premier in Finlandia fra il 2011 e il 2014. In quel periodo il Pil del suo Paese scende del 2,7%, il debito sale di 11,7% e la spesa pubblica cresce dell’11,5%, il 3,7% del Pil in più. Un campione di austerità (…) Non accetto lezioni da un signore che insinua che i politici italiani stanno mentendo, che nega un miglioramento evidente dei conti e dell’economia in una situazione francamente non facile”.

Le dure parole di Katainen sono lette dagli analisti come un’ipotesi concreta di rimettere Roma sotto la tutela dell’Ue.

Da qui la voce sempre più insistente che Bruxelles invierà la prossima settimana una lettera al governo italiano sui conti che non sembrano tornare e sullo spettro dell’instabilità politica nel post-elezioni. La situazione che gli italiani dovrebbero conoscere è quella che Economia Reale, il centro studi guidato dall’ex viceministro Mario Baldassarri, ha provato ad analizzare nel seguente modo: senza la politica monetaria espansiva della Bce l’economia italiana sarebbe in recessione dello 0,3%, la disoccupazione sarebbe al 14,1%, il deficit pubblico del 2017 sarebbe del 6,6% e il debito dello Stato sarebbe oggi al 157,3%.