Ordini all’industria: basta un dato negativo e lo Spread sale

19 Febbraio 2019, di Daniele Chicca

Lo Spread tra il Btp e il Bund ha fatto un balzo dopo la presentazione degli ultimi dati macro italiani. In seguito al calo degli ordini all’industria il differenziale di rendimento tra Italia e Germania è salito fino a 274 punti base dai 262 dell’apertura. Nei giorni scorsi, complici le tensioni politiche, lo Spread aveva anche sfiorato i 280 punti base.

Sempre sul mercato obbligazionario secondario, il tasso sul titolo Btp decennale del Tesoro si è innalzato al 2,82%. E dire che l’avvio era stato positivo per il debito governativo italiano. Con il Btp di riferimento che rendeva il 2,75% in apertura di scambi.

Ma dopo che l’Istat ha certificato un rallentamento della crescita del fatturato e degli ordini all’industria, l’andamento è peggiorato progressivamente e i tassi di interesse hanno incominciato a salire. In termini congiunturali il fatturato dell’industria ha registrato una flessione del 3,5% a dicembre.

Fatturato e ordini all’industria entrambi in frenata

Corretto per gli effetti di calendario, il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 7,3%, con un calo del 7,5% sul mercato interno e del 7% su quello estero. I giorni lavorativi sono stati 19 contro i 18 di dicembre 2017.

Anche gli ordini all’industria registrano una flessione congiunturale. Sia se si fa il confronto con il mese precedente (-1,8%), sia nel complesso del quarto trimestre nei confronti del periodo precedente (-2,0%).

Nella media di tutto il 2018, risultano in frenata sia il fatturato sia gli ordinativi. Nell’ordine, la crescita del primo si ferma al +2,3% dal +5,6% dell’anno precedente (dati corretti per gli effetti di calendario). Mentre per le commesse si registra un +2%, in deciso peggioramento rispetto alla variazione positiva del 6,3% evidenziata nel 2017 (valori grezzi).

Ripercorrendo gli ultimi dodici mesi, l’Istat fa notare come il fatturato nel corso dell’anno abbia “mostrato un andamento tendenziale stabile nei primi nove mesi, con un peggioramento nell’ultimo trimestre”.