di Sébastien Galy Senior Macro Strategist di Nordea Asset Management.

Trimestrali, l’arte di leggere le foglie di tè

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  • Utili del primo trimestre: con esigui margini di profitto nel settore retail, è probabile che l’inflazione rialzi la testa nei prossimi mesi in seguito a un mercato del lavoro forte. Questo potrebbe portare a uno o due rialzi dei tassi anche se pochi si aspettano uno scenario simile nel 2019.
  • Implicazioni: una leggera pressione inflazionistica potrebbe spingere al rialzo la curva dei Treasury americani, pertanto orientiamo la nostra preferenza verso il flexible fixed income.

Implicazioni economiche e finanziarie degli utili trimestrali

L’analisi bottom-up degli utili evidenzia come i settori maturi siano costretti a innovare e a tagliare i costi dove possibile, ma i minimi salariali più elevati e un mercato del lavoro a volte rigido tendono a comprimere i margini di profitto. Tuttavia, la riduzione più elevata dei margini e dei ricavi si manifesta in realtà nel settore energetico e dell’IT, per quest’ultimo probabilmente dovuto a un rallentamento globale, dato che il 60% del fatturato viene generato all’estero.

Per quanto riguarda il settore energetico è più difficile da interpretare, con i prezzi del petrolio in rialzo. Considerata la prevista ripresa della crescita internazionale, o perlomeno di quella cinese, si dovrebbe invertire la tendenza di parte della compressione dei margini e dei ricavi nel settore dell’IT.

Infine, la earnings season ha una discreta probabilità di superare le aspettative fiacche, inoltre le aziende per il momento non hanno pubblicato cattive notizie nell’arco del primo trimestre. Per quanto l’inflazionel’inflazione possa essere calmierata da molteplici fattori, tra cui le dinamiche del settore sanitariosettore sanitario, la combinazione di salari più elevati e margini di profitto magri nel segmento dei beni di consumo discrezionali e di prima necessità potrebbero contribuire a pressioni inflazionistiche a fronte di un mercato del lavoro rigido.

Analisi degli utili nel dettaglio

I margini di profitto possono essere analizzati sia a livello di sistema economico (NIPA) che a livello di utili trimestrali. Questi rappresentano soltanto le società quotate e quindi offrono una visione complessivamente distorta. Se i salari e i tassi di interessi dovessero aumentare più rapidamente dell’inflazione e se il consumo non dovesse essere altrettanto sostenuto da questo incremento dei salari, gli utili potrebbero comprimersi. A livello di sistema economico NIPA i profitti sono diminuiti e questo denota come le aziende offrano solidi flussi di cassa e siano quindi in ottime condizioni per investire.

Secondo Factset, il tasso di crescita medio ponderato degli utili nel primo trimestre è stato un -3,9%. Questo calo è stato determinato principalmente dal settore energetico e dall’IT. In un campione di 25 società le valute sono state il fattore più citato, seguito dai costi del lavoro. Anche i salari minimi più elevati e un mercato del lavoromercato del lavoro rigido hanno avuto un ruolo importante. N

ettamente assente invece l’automazione, che potrebbe incentivare gli investimenti. I margini di profitto più alti sono stati registrati nel settore immobiliare anche se sono complessivamente leggermente diminuiti in tutti i settori, in particolare nell’IT. È probabile che le pressioni concorrenziali si intensifichino nei settori dei beni di consumo discrezionali, dei beni di prima necessità e dell’energia.

I titoli del comparto dei beni di consumo discrezionali come AmazonAmazon stanno sgominando la concorrenza dei negozi reali. Amazon si sta espandendo nei negozi di alimentari di lusso. McDonald’s è concentrata a incrementare la vendita dei prodotti con margine elevato. Nike presenta un margine di profitto elevato in un settore maturo. Pur essendo esposta a oscillazioni valutarie, l’azienda può coprirsi sulla base di un’ipotesi abbastanza ragionevole; complessivamente il 23% di questo settore è valutato come rendimento elevato rispetto al 6% per i beni di consumo di prima necessità.

Coca-Cola e Kraft Heinz rappresentano società di beni di consumo. Entrambe operano in un settore maturo con una serie complessa di futures e forwards su merci e valute, margini ridotti, preferenze dei consumatori dinamiche e una nuova e agile concorrenza. Per generare il rendimento richiesto dagli investitori, gran parte dei guadagni deve provenire dal taglio dei costi e, in alcuni casi, da fusioni.

Kraft Heinz, nata da un’operazione di M&A, ha ridotto la leva finanziaria in un contesto di minor potere di definizione dei prezzi, cambiamento dei gusti e produttori più piccoli e più agili. Coca-Cola ha avuto scarse aspettative per questo trimestre, imputando alla volatilità delle valute e alle variazioni fiscali la responsabilità di aver depresso i guadagni dell’ultimo trimestre.

Conclusione

La concorrenza è intensa nei settori maturi e obbliga a innovare per vincere. Con il vantaggio degli utili elevati, i settori in forte espansione possono influenzare i settori più maturi intercettandone la domanda e costringendo all’innovazioneinnovazione e al taglio dei costi. Più aumenta la ricerca da parte degli investitori di flussi di dividendi nei settori maturi più alta sarà la pressione per ridurre i costi.

Questi meccanismi sono deflazionistici. Tuttavia, con un mercato del lavoro ingessato, la pressione inflazionistica e la concorrenza per il personale, anche nei settori maturi, vengono enfatizzate da un livello spesso più elevato dei salari minimi.