Wall Street giù, petrolio -3% dopo scorte. Il punto sui mercati, macro e Fed

31 Agosto 2016, di Laura Naka Antonelli

Wall Street in ribasso, mentre dopo i dati sulle scorte Usa, i prezzi del petrolio incrementano i cali. I dati sulle scorte hanno mostrato che l’offerta di crude, negli Stati Uniti, è salita. Il dipartimento dell’Energia ha reso noto di fatto che, nella settimana terminata lo scorso 26 agosto, le scorte di petrolio crude sono salite di 2,3 milioni di barili, ben al di sopra dell’incremento di 600.000 barili atteso dagli analisti intervistati da S&P Global Platts. Le scorte di benzina sono calate di 700.000 barili, mentre quelle di distillati sono balzate +1,5 milioni di barili.

Caduta libera per i prezzi del petrolio, con i contratti che hanno perso fino a -3%. Alle ore 17.51 in Italia, il contratto WTI scambiato a New York cede -2,93%, a $44,99 al barile, mentre il Brent fa -2,40%, a $47,21. Giù anche le quotazioni dell’oro, che arretrano – contratto sul Comex – dello 0,46%, a $1,310,40.

Sempre sull’oro, oggi il mercato ha assistito a un forte smobilizzo sui mercati dei futures, per un valore di ben $4,7 miliardi. Le quotazioni si avvicinano alla media mobile degli ultimi 10 giorni, a $1.304, considerata anche livello di supporto.

Guardando ad altri mercati, sul forex l’euro è piatto sul dollaro a $1,1148 (+0,04%); dollaro in rialzo sullo yen +0,39%, a JPY 103,36; sterlina-dollaro +0,39% a $1,3131. Euro-yen +0,44%, a JPY 115,23. Euro sterlina -0,33%, a GBP 0,8490, euro-franco svizzero -0,04%, a CHF 1,0957.

A Wall Street, Nasdaq Composite -0,28% a 5.208 punti; Dow Jones -0,37% a 18.387 punti, e S&P -0,38% a 2.167 punti.

Attesa per i nuovi dati che arriveranno dal fronte macro. Dopo i dati relativi ai nuovi posti di lavoro creati nel settore privato, si attendono indicazioni più precise sul mercato del lavoro Usa, con il report occupazionale che sarà diffuso dopodomani, venerdì 2 settembre. Indicazioni negative sono arrivate dall’indice Chicago Pmi, che è sceso ad agosto di ben 4,3 punti a 51,5 punti, riportando il trend più debole in tre mesi.

Notizie no anche dal fronte del  mercato immobiliare, con il dato relativo alle vendite di case con contratti in corso sceso per il secondo mese consecutivo (-2,2% su base annua a luglio).

L’azionario Usa continua a fare i conti con le dichiarazioni contrastate che arrivano dalla Fed. Se ieri il vice presidente Stanley FIscher ha affermato che è impossibile dire se il prossimo rialzo dei l’indice della fiducia dei tassi di interesse sarà “fatta”, alimentando così dubbi su quanti rialzi dei tassi effettivamente ci saranno, oggi il numero uno della Fed Neel Kashkari ha affermato che bisognerebbe guardare all’andamento dell’inflazione core, prima di ricorrere a una manovra restrittiva (Kashkari non è comunque membro del Fomc, il braccio di politica monetaria che decide sui tassi)