Usa: richieste sussidi disoccupazione in rialzo, massimo in sei settimane
Il numero di lavoratori Usa che ha presentato richiesta per ricevere i sussidi di disoccupazione è salito, nella settimana compresa tra il 9 e il 15 ottobre, di 13.000 unità, a quota 260.000. Il valore rappresenta il massimo in sei settimane. Le condizioni del mercato del lavoro degli Stati Uniti rimangono tuttavia solide, se si considera che il ritmo a cui le aziende americane licenziano rimane a livelli minimi record.
Si tratta inoltre della 85esima settimana consecutiva in cui le richieste dei sussidi rimangono al di sotto della soglia di 300.000 unità.
Il dato è stato comunque peggiore delle attese, con gli analisti che avevano previsto un incremento limitato a 250.000 unità. L’incremento delle richieste di sussidi si può spiegare con l’uragano Matthew che si è abbattuto negli Usa e che ha provocato l’interruzione di alcuni lavori. L’indicatore relativo allo stato della Carolina del Nord è salito di fatto di 2.520 unità. Al di là degli stati Usa colpiti da Matthew, altri aumenti delle domande per ricevere i sussidi hanno interessato il Michigan, il Kentucky e la California.
La media delle ultime quattro settimane delle richieste dei sussidi è avanzata di 2.250 a 251.750 unità.
Il numero di lavoratori Usa che ricevono i sussidi negli Usa, relativo alla settimana terminata l’8 ottobre, è sceso di 12.750 a 2,05 milioni di unità, al minimo dal luglio del 2000.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo