Usa: crescita Pil II trimestre rivista al ribasso a +1,1%

26 Agosto 2016, di Laura Naka Antonelli

Il dato sul Pil Usa relativo al secondo trimestre del 2016 è stato rivisto al ribasso. La crescita è stata dell’1,1%, invece del +1,2% riportata in via preliminare, comunque migliore del +0,8% del primo trimestre dell’anno.

Futures sugli indici Nasdaq Composite, Dow Jones e S&P poco mossi in attesa del grande evento del giorno, il discorso di presidente della Fed, Janet Yellen, in occasione del simposio in corso a Jackson Hole, nello Wyoming, spesso palcoscenico da cui la Fed ha annunciato le decisioni in tema di tassi.

Tornando al dato del Pil, le indicazioni sono contrastate. Dal lato dei consumi – che incidono per il 70% sull’attività economica Usa, arrivano invece buone indicazioni: le spese per consumi vengono riviste infatti al rialzo a un tasso di crescita +4,4%, che è il più sostenuto in due anni.

Preoccupante è la dinamica degli utili societari al lordo delle tasse, che hanno segnato il quinto calo degli ultimi sei trimestri, scendendo dell’1,2%. Le aziende hanno inoltre tagliato gli investimento del 2,5% nel secondo trimestre, e le scorte sono scese di $12,4 miliardi, soffrendo la prima flessione dal 2011.

Ma i segnali negativi si alternano a quelli positivi: da un lato, le spese sulla proprietà intellettuale legata alle attività di ricerca e sviluppo sono state riviste al rialzo a +8,6%, dal +3,5% inizialmente reso noto.

Dall’altro lato – ma si parla di variazioni legate alla stagione – gli investimenti in nuove case sono scesi -7,7%, rispetto al -6,1% inizialmente riportato.

Le esportazioni sono salite dello 0,4% nel secondo trimestre, a fronte della revisione al rialzo delle importazioni a +0,3%, rispetto alla flessione dello 0,4% resa nota nel dato preliminare.

Le spese del governo sono scese -1,5%, più del -0,9% comunicato in precedenza, mentre l’inflazione misura dall’indice PCE è salita a un tasso annuo del 2%. L’inflazione core, infine, è avanzata al tasso dell’1,8%,