Sterlina debole dopo Banca d’Inghilterra, ma calo controllato: tiene $1,30

4 Agosto 2016, di Daniele Chicca

La decisione della Banca d’Inghilterra implementare l’APF (Asset Purchase Program), meglio conosciuto come QE (Quantitative Easing), un programma di aumento della liquidità in circolazione, e di tagliare i tassi per la prima volta in sette anni, è arrivata ora e non tre settimane fa, “per evitare deprezzamenti eccessivi del pound, il quale avrebbe presumibilmente accusato ulteriori effetti di svalutazione se si fosse deciso di agire prima e per evitare di agire in ritardo, data l’incertezza che comunque attanaglia gli investitori e l’economia in generale dopo la questione Brexit“. È l’opinione del Chief Analyst di FXCM, Matteo Paganini, secondo cui Mark Carney ha dato prova di competenza.

In quest’ottica, dice l’analista di FXCM in una nota, “è stato deciso di concedere prestiti ad istituzioni bancarie a tassi vicino a quello di riferimento, per far sì che esse riescano effettivamente a ridurre i tassi offerti all’economia reale, oltre all’implementazione di un ulteriore programma di stimolo, denominato TFS. In breve, si è deciso di procedere con acquisti di obbligazioni societarie fino ad un ammontare di 10 miliardi di sterline, bond che tipicamente rendono di più rispetto ai Gilt (bond governativi) e che dunque, una volta venduti alla BoE, metterebbero a disposizione liquidità che probabilmente potrebbe essere investita in asset aziendali di diverso tipo”.

“La sterlina ha reagito perdendo valore, dopo una price action iniziale molto concitata, senza tuttavia scendere sotto l’importante soglia psicologica e tecnica di 1,3000, testimoniando il fatto che la sua debolezza, pur non essendo da considerare terminata, è relativamente controllata. Il che significa che, quando ravviseremo le condizioni per ripartenze strutturali di sterline, potrebbe essere una buona idea valutare degli acquisti di divisa inglese. Non siamo ancora giunti a nostro parere a ciò, continuiamo a seguirla, per il momento a ribasso a meno di ritorni veloci sopra area 1,3500, senza che si sfori la soglia di 1,3000 a ribasso”.