S&P: Bce prolungherà bazooka monetario almeno fino a fine 2017

30 Novembre 2016, di Daniele Chicca

Nell’area euro la ripresa continua a essere modesta, mentre l’inflazione non dà segnali di volersi riprendere come altrove, per esempio negli Stati Uniti. Ecco perché, secondo l’agenzia americana Standard & Poor’s, la Bce finirà per prolungare il programma di Quantitative Easing oltre la data prevista di marzo 2017 fino almeno alla fine dell’anno prossimo.

L’obiettivo delle misure straordinarie di allentamento monetario è quello di contenere l’aumento dei tassi dei titoli di Stato e l’ampliamento dello Spread, che in particolare in Italia e in altri paesi meno virtuosi e più indebitati rischiano di tornare a salire dopo il boom durante la crisi del debito del 2010-2011. È quanto prevede S&P in un report sull’area euro. L’agenzia di rating sostiene che l’aumento dei rendimenti sui bond governativi si tradurrà in una estensione del QE da parte della Bce.

S&P inoltre conferma che la crescita economica dell’area euro rimarrà modesta con il Pil in aumento dell’1,4% l’anno prossimo e dell’1,3% nel 2018. Secondo l’agenzia di rating l’elevato livello di indebitamento del settore privato nell’Eurozona, evidente nella montagna di crediti deteriorati presente nei portafogli delle banche italiane, “rappresenta un ostacolo alla trasmissione della politica monetaria all’economia reale”. In totale le banche dell’area euro detengono 990 miliardi di euro in prestiti che non sono stati ripagati e che rischiano di non venire mai restituiti dal debitore.