Giappone: raggiunta piena occupazione, politica monetaria ferma. Cala lo yen

9 Marzo 2018, di Daniele Chicca

Dopo la Bce anche la Banca centrale del Giappone ha preferito, come da attese peraltro, mantenere intatta la strategia di politica monetaria. La Banca del Giappone ha confermato inoltre l’obiettivo del raggiungimento di un tasso di inflazione al 2%. Il governatore Haruhiko Kuroda e i suoi colleghi monitoreranno a ogni modo l’impatto dei tassi negativi adottati all’inizio del 2016 per stimolare l’espansione dell’economia, in particolare sul fronte dei consumi, e dal quale giungono notizie poco confortanti a causa della mancata crescita dei salari. La Banca del Giappone ha anche sottolineato che il paese ha di fatto raggiunto la piena occupazione. Kuroda ha detto di ritenere positivo il fatto che il tasso di disoccupazione sia sceso al 2,4%.

Nei giorni scorsi Kuroda aveva avvertito che presto sarebbe giunto il momento di discutere di un rientro dalle misure di stimolo monetario straordinarie. L’accenno a un piano di normalizzazione dei tassi aveva rafforzato momentaneamente lo yen, che nelle ultime sedute è stato anche favorito dalle tensioni politiche ed economiche legate alle prospettive di una guerra commerciale dopo l’imposizione dei dazi alle importazioni di alluminio e acciaio in Usa. Oggi l’andamento è invece sfavorevole alla divisa giapponese: la notizia del summit pianificato da Donald Trump e Kim Jong-un per trovare una soluzione diplomatica al conflitto da Guerra Fredda tra i due paesi ha infatti riportato il sereno sui mercati finanziari, riducendo l’appetito per una valuta rifugio come lo yen che invece è stata invece premiata al primo test missilistico balistico della Corea del Nord.