Deutsche Bank: ora è l’Italia il rischio maggiore in Europa
Con l’elezione probabile del filo europeista Emmanuel Macron in Francia, lo spauracchio di uno choc politico non se n’è andato del tutto dal continente europeo, secondo gli analisi di Deutsche Bank. Le possibili elezioni anticipate in Italia, per esempio, provocherebbero instabilità sui mercati, alimentando di nuovi i timori di una spaccatura in Eurozona.
Negli ultimi anni il MoVimento 5 Stelle ha guadagnato terreno nei sondaggi e in popolarità, diventando il primo partito nel paese. Dopo la sconfitta di Matteo Renzi nel referendum sulla riforma costituzionale che ha portato alle dimissioni del premier, le elezioni anticipate sono tuttora possibili e minacciano l’Eurozona. Anche se il voto si svolgesse nei tempi previsti, in aprile 2018, il pericolo di un esito sfavorevole ai mercati finanziari è molto più alto rispetto a quello del voto in Francia.
A giugno ci sono le legislative in Francia e le elezioni nel Regno Unito, mentre il popolo in Germania va al voto in settembre. Gli italiani potrebbero essere chiamati a votare prima della fine della legislatura ad aprile. Il rischio politico in Italia appare ancora distante e gli investitori preferiscono con centrarsi sulle prossime mosse della Ice, che potrebbe ridurre il suo programma di Quantitative Easing già quest’anno. I tassi Eonia danno al 60% le possibilità di un rialzo dei tassi a inizio 2018.
“Secondo noi le chance di uno choc populista negativo per i mercati sono realistiche in Italia”, tuttavia siccome l’appuntamento elettorale è ancora lontano nel tempo (ad almeno sei mesi di distanza) il mercato non è ancora pronto a spostare il suo focus”.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo