Mercati reagiscono così all’idea di un governo anti europeista in Italia

10 Maggio 2018, di Daniele Chicca

Sui mercati finanziari gli ultimi sviluppi sulla situazione politica italiana si stanno facendo sentire con Piazza Affari in calo dello 0,6%, in controtendenza rispetto ad altre Borse europee come Francoforte, Madrid e Parigi. I BTP sono sotto pressione, mentre lo spread con i rendimenti dei Bund decennali si sta ampliando sfiorando l’area dei 140 punti base (dati Tradeweb). Al momento il differenziale tra Italia e Germania si attesta a 136,1 punti base, i livelli più alti da fine marzo.

Per capire quale tipo di governo aspettarsi nella terza economia dell’area euro, che dopo il voto del 4 marzo deve fare i conti con un parlamento variegato senza una chiara maggioranza, va detto che molto dipenderà da quali saranno le priorità e quali sono i compromessi che troveranno M5S e Lega: reddito minimo e flat tax (rispettivamente proposte dell’una e dell’altra forza politica anti establishment) insieme sarebbero insostenibili finanziariamente. Non si possono fare entrambi, anche perché sarebbe già molto costoso riformare la legge Fornero, una misura che tutte e due le forze politiche vedono come una priorità.

Gli ultimi dati economici, poi, sono stati così così sia in Europa nel suo complesso sia in Italia. Una coalizione anti establishment e non filo europeista come quella che si sta per formare, causerà turbolenze sui mercati perché gli investitori temerebbero il non rispetto dei vincoli di bilancio e di deficit. Si inizierebbe così a speculare sulle possibili sanzioni dell’UE. Allo stesso tempo, forse questo scenario potrebbe offrire a Mario Draghi una ragione in più per rimandare la normalizzazione delle politiche monetarie e la prima stretta monetaria dopo tanto tempo della Bce (che i mercati scontano intorno a giugno 2019).