Btp sotto pressione, cresce paura per fine QE e per moneta complementare

23 Agosto 2017, di Daniele Chicca

Torna un certo clima di tensione sui titoli di Stato italiani. Il rendimento decennale è salito al 2,169%, i massimi da circa un mese, mentre lo Spread con i Bund analoghi si è ampliato a 175 punti base. Gli operatori e gli analisti citano le nuove emissioni in vista sul mercato primario e le prospettive di un tapering, ovvero di un processo di graduale riduzione del programma di acquisto di Bond della Bce, che sarebbe giustificato dal miglioramento dell’economia in Eurozona. Vincenzo Longo di IG cita la possibilità di un rialzo dei tassi di interesse nella regione.

Nel report odierno di mercato gli analisti Mps Capital Services fanno notare che con la fine dell’estate il clima elettorale in Italia aspettando il voto a inizio 2018 potrebbe “scaldarsi” con un impatto inevitabile sui titoli di Stato e sulla fiducia nel paese. In questo senso pesano anche le parole di Berlusconi, leader ‘da casa’ di Forza Italia, sull’utilizzo di una moneta complementare. L’andamento negativo dei Btp mette sotto pressione i titoli bancari come Unicredit, Ubi Banca e Pop Emilia.

“Sono (investitori) esteri che vendono sui timori innescati da Berlusconi. È una cosa improbabile, come d’altra parte lo era l’elezione di Le Pen, ma il mercato ne risente”, riferisce a Reuters un trader italiano. In un’intervista al quotidiano Libero, Berlusconi ha detto di essere a favore dell’idea di introdurre una moneta parallela all’euro.